Un nuovo sistema per la "age verification" basato sulla certificazione dell'identità da parte di terzi, così da mantenere pienamente tutelato il diritto alla privacy; un provvedimento, ispirato a una legge francese di recente approvazione per regolamentare il fenomeno dei cosiddetti baby influencer, che prevede una verifica sui profitti generati online dai minori e il diritto all'oblio per i contenuti pubblicati; l'estensione al fenomeno dello sharenting (adulti di riferimento che pubblicano foto di minorenni) della norma già contenuta nella legge sul cyberbullismo che consente al minore di ottenere la rimozione di immagini; un impianto di campagne di comunicazione e sensibilizzazione, rivolte ai minori e agli adulti (da pubblicare sulle stesse piattaforme, con periodicità fissata insieme alle autorità in regime di co-regolamentazione); l'istituzione di un Coordinamento permanente tra le 3 autorità al Ministero della Giustizia.
Sono queste, in sintesi, le proposte, illustrate dalla sottosegretaria Anna Macina, del Tavolo tecnico del Ministero della Giustizia sulla tutela dei diritti dei minori nel contesto dei social networks, dei servizi e dei prodotti digitali in rete. Il Tavolo ha visto la partecipazione di tre Autorità: Agcom, Privacy, Infanzia e adolescenza.
L’obiettivo, come dichiarato dalla Ministra Marta Cartabia, è tenere sotto controllo i rischi che la rete presenta, soprattutto per i soggetti maggiormente sensibili.
Gli ambienti digitali, come è noto, sono potenzialmente rischiosi per i minori, che spesso non riescono a percepire il pericolo.
L'impegno nella tutela dei minori costituisce uno degli ambiti di azione più rilevante, per cercare di contrastare un uso improprio della rete, in particolare, alla luce della moltitudine di contenuti che affolla le piattaforme digitali e i social media.
Si lavorerà per consentire ai cittadini più giovani di poter beneficiare al massimo delle libertà di espressione, informazione e partecipazione sociale connesse alla diffusione di internet.
