28 Luglio 2018 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Ordinanza Cassazione

ATTO SIMULATO E IMPOSTA DI REGISTRO

ATTO SIMULATO E IMPOSTA DI REGISTRO
Con l’ordinanza del 29 agosto 2018 n. 21312, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un contribuente avverso l’avviso di liquidazione con cui l’ufficio gli aveva richiesto il pagamento delle maggiori imposte di registro a seguito della revoca delle agevolazioni concesse sull’acquisto di un immobile, poi donato alla madre. Il contribuente sosteneva infatti che fosse illegittima la richiesta dell’Erario avendone provato la simulazione nonché la risoluzione operata con altra scrittura di pari data.
I Giudici di legittimità hanno invece ribadito la perdita della “agevolazione prima casa” se l’acquisto dell’immobile è subito succeduto dalla donazione simulata dello stesso prima dei cinque anni dall’acquisto, a nulla rilevando la simulazione dell’atto di donazione e la esistenza di una dichiarazione, con efficacia risolutoria e retroattiva, sottoscritta tra le due parti interessate dalla donazione.
Rigettando il ricorso del contribuente, la Cassazione ha, pertanto, ancora una volta evidenziato come l’atto di risoluzione non può aver efficacia risolutoria degli effetti derivanti dall’atto di donazione, poiché l’effetto risolutorio attiene soltanto ai rapporti tra le parti e non già ai terzi.
Si legge infatti, in  ordinanza « Non vi è dubbio, pertanto, che il negozio simulato, nel caso di specie la donazione trascritta ex art 2643, sia opponibile dall’Erario, in quanto terzo rispetto alla simulazione, sicché l’atto di donazione determina il venir meno di una condizione giustificativa del regime delle agevolazioni “prima casa”, ovvero che l’immobile non sia venduto o donato prima che siano trascorsi cinque anni dalla data di acquisto».