28 Maggio 2018 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Ordinanza Cassazione

CASSAZIONE – ABUSO DEL DIRITTO DELL’AVVOCATO CHE RIPROPONE GLI STESSI MOTIVI GIA’ CONFUTATI NEL MERITO

CASSAZIONE – ABUSO DEL DIRITTO DELL’AVVOCATO CHE RIPROPONE GLI STESSI MOTIVI GIA’ CONFUTATI NEL MERITO
Il continuo utilizzo dello strumento del ricorso in Cassazione ha portato ad un ingiustificato aggravamento del sistema giurisprudenziale a causa di legali che si servono di tale strumento processuale a fini dilatori.
Ad oggi costituiscono abuso del diritto all’impugnazione e integrano “colpa grave” tutti quei casi in cui gli avvocati propongono ricorso in Cassazione mediante la proposizione di un ricorso fondato su motivi: manifestatamente infondati, inammissibili, ripetitivi di quanto già confutato dal giudice d’appello,   assolutamente irrilevanti o non rapportati all’effettivo contenuto della sentenza impugnata.
Recentemente, la Corte di Cassazione, Sez. III civ., con l’ordinanza n. 6854 del 2018 ha rigettato la domanda posta da un legale che, non avendo usato il minimo grado di diligenza, non poteva proporre tale ricorso innanzi alla Suprema Corte per il divieto stabilito all’art 81 c.p.c., condannandolo, inoltre, al pagamento delle spese processuali.