22 Dicembre 2020 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Ordinanza Cassazione

Cassazione civile, I Sezione, ordinanza n. 28723/2020 del 16.12.2020 – Tutela effettiva del diritto alla bigenitorialità del minore – art. 8 CEDU – specifica motivazione dei giudici in caso di limitazione dei rapporti padre-figlio.

Tutela effettiva del diritto alla bigenitorialità del minore – art. 8 CEDU – specifica motivazione dei giudici in caso di limitazione dei rapporti padre-figlio.
LaCorte d’Appello di Firenze, a seguito di una consulenza tecnica d’ufficio disposta al fine di valutare la capacità genitoriale della madre e la possibilità di ripresa dei rapporti del padre con il figlio, con motivazione praticamente assente, dando acritica conferma alla motivazione del giudice di I grado e senza tenere in considerazione le critiche mosse dal padre con l’atto di impugnazione, ha ritenuto l’adeguatezza della capacità genitoriale della madre e ha affermato che non era necessario disporre l’affidamento del minore ai S.S. al fine di consentire di ipotizzare una ripresa dei rapporti padre-figlio.
La Corte di legittimità, nel valutare il caso, ha ribadito che il rispetto del “principio della bigenitorialità” deve intendersi, come più volte interpretato dalla giurisprudenza della Corte Edu in relazione all’art. 8, anche come rigoroso controllo, delle autorità giudiziali nazionali, sulle restrizioni supplementari, ovvero su quelle eventualmente apportate dai giudici al diritto di visita dei genitori.
I giudici di Strasburgo hanno inoltre precisato che, in un quadro di osservanza della frequentazione tra genitori e figlio, gli obblighi positivi da adottarsi dalle autorità degli Stati nazionali, per garantire effettività della vita privata o familiare nei termini di cui all’art. 8 CEDU, non si limitano al controllo che il bambino possa incontrare il proprio genitore o avere contatti con lo stesso, ma includono l’insieme delle misure preparatorie che, non automatiche e stereotipate, permettono di raggiungere questo risultato.
La Corte di Cassazione ha così precisato l’esigenza di una effettiva e concreta tutela del diritto del minore alla bigenitorialità, e del divieto in capo ai giudici nazionali di utilizzare formule stereotipate ed automatiche o di confermare acriticamente provvedimenti già adottati in I grado.
Tornando al caso di specie, la Corte d’Appello di Firenze ha quindi omesso completamente di prendere in esame elementi quali la condotta oppositiva della madre, gravemente lesiva del diritto del minore alla bigenitorialità, né ha evidenziato le ragioni di incapacità del padre di prendersi cura del figlio o le ragioni del rifiuto del padre da parte del minore, non provvedendo neanche all’ascolto del minore.
La Corte di Cassazione cassa quindi la sentenza e rimanda alla stessa Corte d’Appello la valutazione del caso.