22 Dicembre 2020 | Legislazione e giurisprudenza Ordinanza Cassazione

Cassazione civile, I sezione, ordinanza n. 28995/2020 del 17.12.2020, rimessione alle Sezioni Unite – Assegno divorzile – principio dell’auto-responsabilità – convivenza more uxorio stabile e duratura – possibile rilievo alla natura compensativa pur in presenza di convivenza

Assegno divorzile – principio dell’auto-responsabilità – convivenza more uxorio stabile e duratura – possibile rilievo alla natura compensativa pur in presenza di convivenza
Nell’orientamento di più recente affermazione di questa Corte di Cassazione, che ha trovato applicazione nella sentenza dei giudici di appello, si attribuisce dignità piena alla famiglia di fatto che, in quanto stabile e duratura, è da annoverarsi tra le formazioni sociali in cui l’individuo, libero e consapevole nella scelta di darvi corso, svolge ex art. 2 Costituzione, la sua personalità.
Sulla base dei principi di cui sopra, l’orientamento maggioritario prevede che in applicazione del principio dell’auto-responsabilità, la persona metta in conto quale esito della scelta compiuta, con il rischio di una cessazione della nuova convivenza, il venir meno dell’assegno divorzile e di ogni forma di residua responsabilità post-matrimoniale, rescindendosi, attraverso la nuova convivenza, ogni legame con la precedente esperienza matrimoniale ed il relativo tenore di vita.  Questa ordinanza pone in luce il problema di dover mettere in risalto, non solo la natura assistenziale dell’assegno divorzile, bensì anche la natura compensativa – perequativa, che dovrebbe poter essere adeguatamente valorizzata e riconosciuta pur in presenza di una convivenza.
Su tali presupposti, la presente ordinanza ha sollecitato l’intervento delle Sezioni Unite per stabilire se, instaurata una convivenza di fatto definita all’esito di un accertamento pieno su stabilità e durata della stessa, il diritto dell’ex coniuge, sperequato nella posizione economica, all’assegno divorzile si estingua per un meccanismo ispirato ad automatismo oppure se siano praticabili altre scelte interpretative che, valorizzando il contributo dato dall’avente diritto al patrimonio della famiglia e dell’altro coniuge, ritengano di riconoscere comunque un assegno divorzile anche eventualmente da modularsi sul diverso contesto sociale di riferimento.