29 Giugno 2020 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Sentenza Cassazione

Cassazione civile, sez. III, 05 maggio 2020, n. 8459

http://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/8459_05_2020_oscuramento_no-index.pdf

Diritti della personalità – Omessa comunicazione di paternità – Responsabilità civile

L’omessa comunicazione da parte della madre, consapevole della paternità ove non giustificata da un oggettivo apprezzabile interesse del nascituro, nonostante, tale comunicazione non sia imposta da alcuna norma, può tradursi in una condotta “non iure” che, se posta in essere con dolo o colpa, può integrare gli estremi di una responsabilità civile ai sensi dell’art. 2043 c.c.. Una tale condotta è suscettibile di arrecare un pregiudizio, qualificabile come danno ingiusto, al diritto del padre naturale di affermare la propria identità genitoriale. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di appello di rigetto della domanda risarcitoria del padre, in ragione del fatto che egli avesse sempre negato il riconoscimento e la circostanza che non avesse provato né le modalità di svolgimento della sua relazione con la madre del figlio né le condotte idonee a dimostrare la sua intenzione di realizzare l’aspirazione alla genitorialità).