NO AL TRIBUNALE DELLA FAMIGLIA, SI ALLE SEZIONI SPECIALIZZATE!

Il 16 luglio 2014 il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, in sede ufficiale in occasione della Cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2014 del CNF, ha confermato le gravi dichiarazioni contenute nella scheda relativa alle “Proposte di interventi in materia di processo civile per la famiglia e le imprese”, già pubblicata sul sito del Ministero.
L’AIAF SI OPPONE AD UN INTERVENTO CHE DI FATTO COSTITUIREBBE IL RIPRISTINO, E FINANCHE L’AMPLIAMENTO  DELLE COMPETENZE DEL TRIBUNALE PER I MINORENNI, affidandogli quelle già attribuite al tribunale ordinario (diritti delle persone, e in particolare i minori, e i diritti della famiglia, tra cui separazioni, divorzi e in genere il contenzioso legato alla crisi delle relazioni familiari), VANIFICANDO GLI EFFETTI DELL’EPOCALE RIFORMA DELLA FILIAZIONE, APPENA ENTRATA IN VIGORE, E RIBADISCE LE PROPRIE PROPOSTE

Per una Riforma processuale e ordinamentale del diritto di famiglia, delle persone e dei minori

L’AIAF da anni  sollecita una compiuta riforma processuale e ordinamentale del diritto di famiglia che possa agevolare il rilancio dell’efficienza del processo e contestualmente garantire la piena tutela dei diritti primari di rango costituzionale, propri di questa materia, evidenziando al riguardo la necessità che tutte le relative controversie siano trattate davanti ad uno stesso giudice.
E’ proprio per questa ragione che l’AIAF ha sempre ritenuto e continua a ritenere necessaria e indispensabile l’istituzione delle Sezioni Specializzate in diritto delle persone e della famiglia presso ogni Tribunale e Corte d’Appello, così come già avviene da tempo per le controversie di lavoro, che dovranno essere composte esclusivamente da giudici ordinari a norma dell’art. 1 c.p.c. Ciò per assicurare anche l’effettiva tutela dei diritti e la loro concreta attuazione. In questo contesto esprimiamo la nostra posizione contraria alla previsione di attribuire all’ufficiale di stato civile il ruolo di raccogliere direttamente la dichiarazione delle parti di separarsi e divorziare, neppure in assenza di figli, in quanto i diritti delle persone adulte non sono di rango inferiore rispetto a quelli dei minori.
La previsione delle Sezioni Specializzate risulta oggi ancor più ragionevole e coerente in considerazione della recente riforma della geografia giudiziaria.
L’AIAF prende atto che il ministro Orlando intende dedicare attenzione al tema delle relazioni familiari tanto da ipotizzare una corsia preferenziale per la loro tutela giurisdizionale.
Tuttavia non può che destare grave preoccupazione e allarme nell’avvocatura specializzata e nei cittadini quanto si legge nella scheda relativa alle “Proposte di interventi in materia di processo civile per la famiglia e le imprese” pubblicata sul sito del Ministero della Giustizia aggiornato all’8 luglio 2014, laddove si fa riferimento ad un “Tribunale per la famiglia e per i diritti della persona” quale “struttura organizzativa nella quale far confluire anche le professionalità che si sono formate nell’esperienza del Tribunale per i Minorenni, una risorsa da non disperdere ma da valorizzare” addirittura proponendo “di intervenire allargando lo spettro delle attuali competenze attribuite ai tribunali per i minorenni, includendo anche competenze oggi attribuite al tribunale ordinario (diritti delle persone, e in particolare i minori, e i diritti della famiglia, tra cui separazioni, divorzi e in genere il contenzioso legato alla crisi delle relazioni familiari)”.….“Viene così istituita una specifica articolazione giudiziaria i cui componenti si occuperanno della famiglia e delle persone in via esclusiva, così dall’acquisire un elevato tasso di specializzazione”.
L’AIAF ribadisce il proprio netto dissenso all’introduzione di un organo diverso dal Tribunale Ordinario, composto oltre che da giudici togati anche da altre figure giudicanti estranee alla giurisdizione ordinaria, che non ha dato e non dà buoni risultati in termini di risoluzione tempestiva delle ordinarie controversie e della garanzia e tutela dei diritti anche processuali dei cittadini, ciò in evidente violazione del giusto processo.
Tale giurisdizione, quando è stata competente, ha manifestato la propria incapacità ad affrontare anche  le istanze di carattere economico patrimoniale riguardanti il minore.
Peraltro un intervento legislativo di questo genere sarebbe in contrasto con il principio di certezza del diritto poiché nel dicembre 2012 l’ordinamento italiano, con la L. 219, ha varato un’importante riforma in tema di filiazione, che ha attribuito al giudice ordinario la competenza a definire la gran parte delle controversie familiari prima di competenza del tribunale per i minorenni.
Tale legge è considerata unanimemente un punto fermo sul quale fondare i futuri interventi legislativi che non può essere messo in discussione.
Quanto alla composizione dell’organo giudicante, esistono già disegni di legge che prevedono che le sezioni specializzate destinate alla tutela dei diritti delle persone, dei minori e delle relazioni familiari, personali e patrimoniali possano essere assistite nel compimento di accertamenti tecnici dai componenti di una commissione creata presso il T.O., nelle forme previste per la CTU nel processo civile e con la loro esclusione da qualsiasi partecipazione ad attività di contenuto decisorio (lett. I art. 2 ddl 194).
L’istituzione di un giudice unico per la tutela della persona e delle relazioni familiari nel contesto dei Tribunali Ordinari e con un ambito territoriale non maggiore delle attuali circoscrizioni circondariali è oggi tanto più necessario tenuto conto delle recenti pronunce della CEDU, della Corte Costituzionale e dei giudici di merito e di legittimità, per esempio in materia di fecondazione eterologa, accertamento delle origini per gli adottati, divorzio coatto in caso di cambiamento di sesso, di unioni civili.
Atteso che la competenza del giudice monocratico comporta l’accelerazione del procedimento e lo snellimento dei ruoli, si ritiene debba essere espressamente indicata la deroga alla previsione dell’art. 50 bis n. 1 c.p.c., consentendo la decisione in composizione monocratica pur con l’intervento obbligatorio del P.M.
L’AIAF, che da tempo ha elaborato uno schema processuale finalizzato alla pronuncia dei provvedimenti anche definitivi nel termine di tre/quattro mesi dalla domanda, resta pertanto a disposizione per un contributo  tecnico – giuridico.

Deliberato del Comitato Direttivo Nazionale AIAF

Roma, 12 luglio 2014

Nella seduta del 29 maggio 2014 la Camera dei Deputati ha approvato a larga maggioranza la proposta di legge “Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra i coniugi. Nel testo, che passa ora al Senato, sono stati recepiti molti degli emendamenti richiesti dal’AIAF nel corso della propria audizione alla Commissione Giustizia.

Nella seduta del 29 maggio 2014 la Camera dei Deputati ha approvato a larga maggioranza la proposta di legge “Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra i coniugi.
Nel testo, che passa ora al Senato, sono stati recepiti molti degli emendamenti richiesti dal’AIAF nel corso della propria audizione alla Commissione Giustizia.

Nella seduta del 14 maggio 2014 la Commissione Giustizia della Camera ha approvato il testo del c.d. Divorzio Breve come modificato dagli emendamenti accolti, tra cui quelli proposti dall’AIAF nel documento presentato il 29 aprile 2014 in occasione della sua audizione.

Nella seduta del 14 maggio 2014 la Commissione Giustizia della Camera ha approvato il testo del c.d. Divorzio Breve come modificato dagli emendamenti accolti, tra cui quelli proposti dall’AIAF nel documento presentato il 29 aprile 2014 in occasione della sua audizione.

Tavoli Ministeriali

14 MAGGIO 2014

Alle ore 11,30 si è tenuto il primo incontro del Tavolo Ministeriale sulle Specializzazioni.
Ha partecipato per l’AIAF l’Avv. Maurizio Bandera, componente della Giunta Esecutiva.

15 MAGGIO 2014
Alle ore 11,30 si è tenuto il primo incontro del Tavolo Ministeriale sul Patrocinio a Spese dello Stato, e alle ore 16,30 si è tenuto il primo incontro del Tavolo Ministeriale sulla Degiurisdizionalizzazione e partecipazione Forense alla Giurisdizione.
Per l’AIAF ha partecipato la Presidente Avv. Luisella Fanni.

Martedì 29 aprile 2014, audizione dell’AIAF presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati sul testo unificato del c.d. divorzio breve.

Martedì 29 aprile 2014, audizione dell’AIAF presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati sul testo unificato del c.d. divorzio breve.
Hanno partecipato la Presidente Avv. Luisella Fanni, il Presidente dell’AIAF Veneto Avv. Alessandro Sartori e la collega Avv. Lucia Fazzina di Vicenza. L’AIAF ha illustrato e depositato una  memoria scritta sulle questioni oggetto dell’audizione.

28 aprile 2014, comunicato dell’AIAF sul programma presentato dal Ministro Orlando alla Commissione Giustizia del Senato

28 aprile 2014, comunicato dell’AIAF sul programma presentato dal Ministro Orlando alla Commissione Giustizia del Senato.

L’AIAF,esprime vivo apprezzamento per il programma presentato dal Ministro Orlando alla Commissione Giustizia del Senato, con particolare riguardo alla proposta di introduzione nel nostro ordinamento della procedura partecipativa di negoziazione assistita da avvocato, mutuata dal modello francese.

Tale procedura, che valorizza l’importanza dell’attività di composizione della lite, già
quotidianamente svolta dagli avvocati esperti del diritto di famiglia, avrà immediate
conseguenze positive sull’efficienza del sistema giudiziario.
L’AIAF, soddisfatta del positivo dialogo instaurato dal Ministro Orlando con l’Avvocatura, conferma la propria disponibilità – già manifestata durante l’incontro tenutosi il 27 marzo u.s. di presentazione del Guardasigilli alle Associazioni Forensi maggiormente rappresentative – ad essere ascoltata in merito a tale innovativa procedura, avendo a suo tempo contribuito attivamente alla redazione della relativa proposta di legge (ddl n. 148) e così pure con riguardo alla complessiva riforma della giustizia, che dovrà riguardare anche il rinnovamento del processo delle relazioni familiari

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 4, comma 3, 9, commi 1 e 3 e 12, comma1, della Legge 19 febbraio 2004, n. 40, relativi al divieto di fecondazione eterologa medicalmente assistita.

9 aprile 2014

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 4, comma 3, 9, commi 1 e 3 e 12, comma1, della Legge 19 febbraio 2004, n. 40, relativi al divieto di fecondazione eterologa medicalmente assistita.

Il Consiglio dei Ministri, dando piena attuazione alla sentenza della Corte Europea di Strasburgo, ha approvato un disegno di legge contenente disposizioni in materia di attribuzione del cognome ai figli, che prevede l’obbligo per l’ufficiale di stato civile della iscrizione all’atto di nascita del cognome materno in caso di accordo tra entrambi genitori

10 gennaio 2014

Il Consiglio dei Ministri, dando piena attuazione alla sentenza della Corte Europea di Strasburgo, ha approvato un disegno di legge contenente disposizioni in materia di attribuzione del cognome ai figli, che prevede l’obbligo per l’ufficiale di stato civile della iscrizione all’atto di nascita del cognome materno in caso di accordo tra entrambi genitori.
Nel comunicato del Governo si legge che “nel dare piena attuazione alla sentenza della Corte europea inerente al cognome materno, tuttavia, il Consiglio dei ministri ha rilevato che la complessa materia presenta ulteriori profili che, oltre ad essere ovviamente aperti al dibattito parlamentare, saranno, in sede governativa, approfonditi da un gruppo di lavoro presso la Presidenza del Consiglio, con la partecipazione dei rappresentanti dell’Interno, degli Affari esteri, della Giustizia e delle Pari Opportunità.”

8 GENNAIO 2014 – Audizione alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati in relazione all’esame del disegno di legge C. 1589 Governo, recante la ratifica ed esecuzione della Convenzione sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l’esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori, fatta all’Aja il 19 ottobre 1996, nonchè norma di adeguamento all’ordinamento interno.

L’AIAF ha partecipato all’audizione con una delegazione composta dalla Presidente, Luisella Fanni, dalla Vicepresidente, Franca Alessio, e dalla componente della Giunta Esecutiva, Giulia Sarnari, e ha presentato il documento che, richiamando la comunicazione già inviata dall’AIAF il 25 ottobre 2010 al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministero per gli Affari Esteri, al Ministro per le Politiche Europee e al CNF, ha ribadito la necessità che si proceda con urgenza alla ratifica della Convenzione dell’Aja del 19 ottobre 1996.