La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con la pronuncia 77/07 ha condannato l’Italia per la violazione degli artt. 8 e 14 della CEDU, per non aver consentito a due coniugi di attribuire alla figlia il cognome materno, anzichè quello paterno.

7 gennaio 2014

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con la pronuncia 77/07 ha condannato l’Italia per la violazione degli artt. 8 e 14 della CEDU, per non aver consentito a due coniugi di attribuire alla figlia il cognome materno, anzichè quello paterno.

Regolamento (CE ) n. 4/2009 del Consiglio, del 18 Dicembre 2008 ( G.U. dell’Unione Europea 10.1.2009 ), relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia di obbligazioni alimentari

L’AIAF ha inviato al CNF e all’ Autorità Centrale  un comunicato sollecitando un sistema completo e uniforme di regole disciplinanti la designazione del difensore  nelle procedure di ammissione al patrocinio a spese dello stato,  proponendo un confronto tempestivo per trovare insieme le migliori soluzioni possibili, per la migliore e tempestiva tutela dei diritti dei minori

Comunicato dell’AIAF in merito all’approvazione della Convenzione di Istanbul

Il Senato, in data 19.6.2013, ha approvato all’unanimità la legge di ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.

La Convenzione si pone come obiettivo quello di proteggere le donne da ogni forma di violenza e prevenire, perseguire ed eliminare la violenza contro le donne e la violenza domestica.

La violenza contro le donne è stata per la prima volta qualificata come violazione dei diritti umani, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata.

L’espressione “violenza domestica” designa invece tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima.

Il testo della Convenzione prevede che gli Stati firmatari adottino le misure legislative atte a prevenire e combattere ogni forma di violenza, garantendo la collaborazione efficace tra tutti gli enti, le istituzioni e le organizzazioni pertinenti, e

promuovendo delle campagne o dei programmi di sensibilizzazione, per aumentare la consapevolezza e la comprensione da parte del vasto pubblico delle varie manifestazioni di tutte le forme di violenza oggetto della Convenzione e delle loro conseguenze sui bambini.

Dovranno inoltre essere adottate misure legislative che consentano alle vittime di ottenere un’informazione adeguata e tempestiva sui servizi di sostegno e le misure legali disponibili, e che abbiano accesso ai servizi destinati a facilitare il loro recupero. Tali misure includeranno, se necessario, dei servizi quali le consulenze legali e un sostegno psicologico, un’assistenza finanziaria, alloggio, istruzione, formazione e assistenza nella ricerca di un lavoro.

Gli Stati che hanno sottoscritto la Convenzione dovranno altresì porre in essere tutte le misure necessarie per garantire che siano debitamente presi in considerazione, nell’ambito dei servizi di protezione e di supporto alle vittime, i diritti e i bisogni dei bambini testimoni di ogni forma di violenza domestica.

L’AIAF esprime soddisfazione per l’impegno dimostrato da questo Parlamento su un tema cruciale come quello della violenza alle donne e in ambito familiare, che dovrà essere confermato attraverso un’opera di sensibilizzazione all’interno del Consiglio d’Europa, che porti alla ratifica da parte di almeno dieci degli altri Paesi firmatari, necessaria affinché la Convenzione diventi operativa.

Milano, 20 giugno 2013

Il Presidente

Avv. Luisella Fanni

Iniziativa OUA di solidarietà verso i Colleghi Turchi – Roma, 14 giugno 2013

A tutti i soci AIAF

L’AIAF aderisce all’iniziativa, indetta dall’OUA in Roma per domani 14 giugno 2013, di solidarietà verso i Colleghi Turchi e di protesta e condanna per il loro arresto, avvenuto nell’esercizio della nostra professione e in violazione del fondamentale e inalienabile diritto di difesa.

Invita i propri Soci a partecipare.

Avv. Luisella Fanni

Presidente AIAF

Emergenza minori a Lampedusa

 L’AIAF chiede al Governo di avviare al più presto il trasferimento dei minori che si trovano a Lampedusa presso idonee strutture di accoglienza, e di dare concreta applicazione alla Convenzione sui diritti del fanciullo adottata a New York il 20 ottobre 1989, ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991 con la legge 176 del 27 maggio 1991, che  i diritti dei minori vanno garantiti senza alcuna distinzione e “a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica …, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza” (art.2), e impone alle istituzioni pubbliche e alle autorità amministrative di tenere in considerazione preminente  l’interesse superiore dei minori, nelle loro decisioni (art. 3).