01 Luglio 2015

Circolare n. 6/15 del 24.4.2015, prot. n. 1307 del Ministero dell’Interno

L’AIAF e Donna chiama donna Associazione Onlus con sede legale in Vicenza, hanno impugnato avanti al TAR Lazio la Circolare n. 6/15 del 24.4.2015, prot. n. 1307 del Ministero dell’Interno –  Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali – Direzione Centrale per i Servizi Demografici, avente ad  oggetto  gli Articoli 6 e 12 del Decreto- legge 12 settembre 2014 n.132 – Chiarimenti applicativi, per ottenere l’annullamento, previa sospensiva della medesima, nonché l’accertamento della illegittimità e/o nullità della suddetta circolare n. 6/2015 del 24.4.2015, prot. n. 1307 del Ministero dell’Interno – Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali – Direzione Centrale per i Servizi Demografici nella parte in cui, relativamente all’art. 12, comma 3, terzo periodo, del D.L. 12 settembre 2014, n. 132, stabilisce che “Non rientra, invece, nel divieto della norma la previsione, nell’accordo concluso davanti all’ufficiale dello stato civile, di un obbligo di pagamento di una somma di denaro a titolo di assegno periodico, sia nel caso di separazione consensuale(c.d. assegno di mantenimento), sia nel caso di richiesta congiunta di cessazione degli effetti civili o scioglimento del matrimonio(c.d. assegno divorzile)Le parti possono richiedere, sempre congiuntamente, la modifica delle precedenti condizioni di separazione o di divorzio già stabilite ed in particolare possono chiedere l’attribuzione di un assegno periodico (di separazione o di divorzio) o la sua revoca o ancora la sua revisione quantitativa”.