03 Marzo 2014 | Vita professionale

COMUNICATO AIAF

Ai cittadini

Perché gli avvocati protestano?

  • perché i costi di accesso alla giustizia dal 2002 al 2012 sono aumentati del 55,62% per il primo grado, del 119,15% per l’appello, del 182,67% per il ricorso in cassazione;
  • perché dal 2.01.2014 lo Stato ha aumentato da euro 8 a euro 27 la marca da bollo che devi pagare per l’iscrizione della causa a ruolo;
  • perché, se non sei ricco, il patrocinio a carico dello stato prevede compensi per la tua difesa talmente irrisori, ridotti ad un terzo di quelli liquidati abitualmente dal giudice, da rendere non più possibile da parte degli avvocati l’attività difensiva nel rispetto del decoro della professione;
  • perché esistono proposte di legge che prevedono che, se vuoi conoscere la motivazione per cui un giudice ti ha dato torto, dovrai pagare anticipatamente una quota del contributo unificato dovuto per il grado successivo, anche se poi deciderai di non impugnare il provvedimento; e se decidi di impugnarlo dovrai ancora pagare;
  • perché, nonostante 17 modifiche del codice di procedura civile tese a rendere più spedito il processo, la durata media dei procedimenti ordinari civili in primo e secondo grado è aumentata di due anni (da 5,7 anni del 2005 a 7,4 anni nel 2011)


Perché gli avvocati dell’AIAF protestano?

Gli avvocati dell’AIAF, quali avvocati che si occupano di diritto di famiglia e dei minori, protestano perché la “rottamazione” della giustizia civile che sta avvenendo in Italia, incide ancor più profondamente nelle controversie che attengono ai diritti della persona, adulta e minorenne.


Gli avvocati dell’AIAF
vogliono

giudici di carriera specializzati presso ogni tribunale, che si occupino di tutte le controversie che riguardano i diritti delle persone e della famiglia. Oggi invece tutte le decisioni che condizioneranno il futuro della tua famiglia possono essere affidate a giudici onorari;


vogliono

che cessi la proliferazione di prassi variegate, in contraddizione fra loro, da un tribunale all’altro, e che venga introdotto un rito unico, celere e snello, caratterizzato da regole chiare e uniformi, posto a tutela dei diritti di tutti, compresi i figli nati al di fuori del matrimonio che, oggi, nonostante l’ultima riforma sulla filiazione, sono ancora soggetti a diverse regole procedurali;


vogliono

un divorzio diretto ed invece tutti, anche le coppie senza figli e senza alcun conflitto, devono prima separarsi, aspettare anni per divorziare, e affrontare il costo, lo stress e la durata di due cause


Per tutti questi motivi gli avvocati dell’AIAF continueranno a lottare.

Perché oggi è in gioco il tuo diritto, il diritto di tutti i cittadini, ad un processo giusto e accessibile a tutti, all’altezza di un paese civile e democratico.