30 Settembre 2008

Contro le modifiche al codice di procedura civile che non rispettano la difesa dei cittadini

L’AIAF (Associazione Italiana Avvocati per la Famiglia e per i Minori) ha preso nota con vivissima preoccupazione delle modifiche al codice di procedura civile contenute nel cosiddetto DDL Tremonti in discussione in questi giorni.

Le modifiche ai processi civili che verrebbero introdotte, nell’ipotesi di approvazione del richiamato DDL, oltre ad essere per alcuni versi chiaramente incostituzionali in quanto sacrificano il diritto di difesa dei cittadini, mortificando al contempo il ruolo dell’avvocatura, introducono nel nostro ordinamento un processo nel quale tutto è lasciato al potere discrezionale del giudice. Infatti il richiamato provvedimento attribuisce al giudice il potere di indirizzare il processo civile, di decidere con ordinanze anzichè con sentenze (le prime sono provvedimenti che non necessitano di motivazione, mentre le seconde debbono essere motivate).

Tale modifica impedisce di fatto il controllo sull’operato dei giudici, senza per questo accelerare la durata di processi. Detto provvedimento non realizzerebbe lo scopo che il legislatore si prefiggeva di accelerare l’iter dei giudizi civili, e ciò è dimostrato dal fatto che, nel precedente intervento effettuato dal legislatore con il decreto sulla competitività, erano state effettuate scelte che rendevano più difficile l’attività dei difensori; orbene l’avvocatura si è presa le proprie responsabilità, ma la durata dei processi non è cambiata a causa del tipo di applicazione che delle norme è stata fatta da parte dei magistrati i quali, ad esempio, hanno preteso mantenere in vita l’udienza di precisazione delle conclusioni del tutto inutile ed atta solo a far perdere tempo (udienza spesso fissata a molti mesi di distanza).

L’AIAF (Associazione Italiana Avvocati per la Famiglia e per i Minori) nel denunciare questo intervento come atto ad introdurre una svolta autoritaria, senza rispetto per la difesa dei cittadini, auspica che il Governo voglia stralciare dal DDL la parte relativa alle modifiche al c.p.c e si rende sin da ora disponibile a collaborare per individuare modifiche legislative al c.p.c. che raggiungano effettivamente lo scopo di una razionalizzazione e dell’abbreviazione dei tempi del processo civile che con questo provvedimento non si raggiungeranno.

Roma 30 settembre 2008

Il Presidente AIAF
Avv. Marina Marino