15 Febbraio 2016 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza

Corte costituzionale, sentenza n. 2/2016 dell’1-14.1.2016 Art. 38 I comma Cost. ed art. 4 D.P.R. 31/8/1972, n. 670- Convenzione Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità – persone affette da disabilità – aiuti pubblici determinati sulla base del reddito del nucleo familiare e non del reddito autonomo del beneficiario – questione di legittimità costituzionale non fondata

Corte costituzionale, sentenza n. 2/2016 dell’1-14.1.2016
Art. 38 I comma Cost. ed art. 4 D.P.R. 31/8/1972, n. 670- Convenzione Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità – persone affette da disabilità – aiuti pubblici determinati sulla base del reddito del nucleo familiare e non del reddito autonomo del beneficiario – questione di legittimità costituzionale non fondata

Il Tribunale ordinario di Trento, sezione distaccata di Tione di Trento, ha sollevato questione di legittimità costituzionale in riferimento agli artt. 38, primo comma, della Costituzione e 4 del D.P.R. 31.8.1972 n. 670 in relazione alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 2006, nella parte in cui prevede che i soggetti che fruiscono di prestazioni assistenziali consistenti nell’erogazione di un servizio siano chiamati a compartecipare alla spesa in relazione alla condizione economico – patrimoniale del nucleo familiare di appartenenza, anziché in riferimento al reddito esclusivo dello stesso interessato.
Secondo la ricorrente, infatti, dovrebbe farsi riferimento esclusivamente al reddito della persona e non anche a quello dei familiari, come invece ritenuto dal convenuto Comune di Tione di Trento, competente per l’erogazione del contributo.
La Corte Costituzionale ha ritenuto non fondata la questione di legittimità, ritenendo che l’interpretazione offerta da parte ricorrente si porrebbe in antitesi alla normativa provinciale e statale laddove invece fa sì che sia proprio la famiglia la sede privilegiata del più partecipe soddisfacimento delle esigenze connesse ai disagi del relativo componente, così da mantenere intra moenia il relativo rapporto affettivo di opportuna e necessaria assistenza, configurando solo come sussidiaria la scelta verso soluzioni assistenziali esterne.
La garanzia costituzionale del “diritto al mantenimento e all’assistenza sociale” presuppone che la persona disabile sia “sprovvista dei mezzi necessari per vivere” e che l’accertamento di questa condizione di effettiva indigenza possa richiedere anche una valutazione delle condizioni economiche dei soggetti tenuti all’obbligo alimentare.
Ove così non fosse, verrebbero, d’altra parte, a poter irragionevolmente godere dello stesso trattamento di assistenza e di mantenimento, con conseguente identico carico finanziario e sociale, tanto le persone con disabilità individualmente e “familiarmente” non abbienti, quanto quelle prive di reddito ma concretamente assistite o anche potenzialmente assistibili da familiari con consistenti possibilità economico – patrimoniali.