01 Dicembre 2015 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Sentenza Corte appello

Corte d’Appello di Roma, sentenza n. 6354 del 16.11.2015 Sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio concordatario – delibazione – applicazione Cass. Sez. Un. n. 16379 del 17.7.2014 – convivenza di almeno tre anni dopo il matrimonio ostativa alla dichiarazione di efficacia della sentenza di nullità

Corte d’Appello di Roma, sentenza n. 6354 del 16.11.2015
Sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio concordatario – delibazione – applicazione Cass. Sez. Un. n. 16379 del 17.7.2014 – convivenza di almeno tre anni dopo il matrimonio ostativa alla dichiarazione di efficacia della sentenza di nullità

Con citazione del 2014, il sig. X ha convenuto in giudizio la sig.ra Y avanti alla Corte d’Appello al fine di sentire dichiarare efficace la sentenza emessa dal Tribunale di prima istanza del Vicariato di Roma, confermata dal decreto emesso dal Tribunale d’Appello e resa esecutiva dal Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, con la quale è stato dichiarato nullo il matrimonio concordatario contratto tra loro nel 1998, per grave difetto di discrezione di giudizio circa i diritti ed i doveri matrimoniali essenziali nascenti dal matrimonio da parte del marito.
Controparte ha eccepito la carenza nella domanda degli elementi che consentivano di valutare il rispetto della difesa nel giudizio canonico e la rilevanza ostativa alla delibazione della prolungata convivenza di ben dieci anni espressione della volontà dei coniugi di accettazione del rapporto coniugale nonostante la nullità, come statuito dalla recente sentenza delle Sez. Un. della Cass. n. 16379/2014.
La Corte d’Appello ha rigettato la domanda di delibazione della sentenza ecclesiastica di nullità, proprio rifacendosi alla sentenza delle Sez. Unite sopraccitata la quale ha affermato che “la convivenza “come coniugi”, quale elemento essenziale del matrimonio – rapporto, ove protrattasi per almeno tre anni dalla celebrazione del matrimonio concordatario, integra una situazione giuridica di “ordine pubblico italiano”, la cui inderogabile tutela trova fondamento nei principi supremi di sovranità e laicità dello Stato, già affermato dalla Corte Costituzionale, con le sentenze nn. 18 del 1982 e n. 203 del 1989, ostativa della dichiarazione di efficacia della sentenza di nullità pronunciata dal Tribunale Ecclesiastico per qualsiasi vizio genetico del matrimonio atto”.
Nel caso di specie, la convivenza si era protratta per otto anni e le parti avevano vissuto a tutti gli effetti come coniugi.
Da ciò è disceso il rigetto della domanda per il contrasto della sentenza ecclesiastica delibanda con l’ordine pubblico italiano.