20 Novembre 2019 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Sentenza Cassazione

CORTE DI CASSAZIONE Femminicidio

CORTE DI CASSAZIONE
Femminicidio: gelosia e “soverchiante tempesta emotiva e passionale” non sono sufficienti alla concessione delle attenuanti generiche.
In primo grado, l’imputato M.C. era stato condannato a 30 anni dal Gup di Rimini, per l’omicidio della fidanzata, aggravato dai motivi abietti e futili. Davanti alla Corte di assise di appello di Bologna il P.G. Paolo Giovagnoli, nell’udienza del 16 novembre, aveva chiesto la conferma della sentenza. Ma i giudici, pur riconoscendo l’aggravante contestata, hanno ridotto la pena a 16 anni, concedendo le attenuanti generiche. A condurre i giudici bolognesi ad una tale decisione avevano concorso la confessione del delitto e le risultanze della perizia psichiatrica acquisita agli atti in cui si affermava che la gelosia provata dall’imputato fosse un sentimento “certamente immotivato e inidoneo a inficiare la sua capacità di autodeterminazione”, ma sufficiente a determinare nello stesso una “soverchiante tempesta emotiva e passionale”, che in effetti, “si manifestò subito dopo anche col teatrale tentativo di suicidio”. Condizione, questa, ritenuta “idonea a influire sulla misura della responsabilità penale”. Di diverso avviso, tuttavia, i giudici della S. C. di Cassazione che, all’esito dell’udienza del 8.11.2019 (motivazioni entro 90 giorni), in accoglimento del ricorso presentato dalla Procura Generale di Bologna, hanno annullato con rinvio la sentenza della corte territoriale nella parte in cui concede le attenuanti generiche all’imputato.