15 Ottobre 2015 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Sentenza Cassazione

Corte di Cassazione, III Sez. Civ., sentenza 22 settembre 2015, n. 18632 Convivenza more uxorio – pagamento di una somma da parte di un convivente per l’acquisto di un immobile di esclusiva proprietà dell’altro – applicazione art. 2041 c.c. – no obbligazione naturale

Corte di Cassazione, III Sez. Civ., sentenza 22 settembre 2015, n. 18632
Convivenza more uxorio – pagamento di una somma da parte di un convivente per l’acquisto di un immobile di esclusiva proprietà dell’altro – applicazione art. 2041 c.c. – no obbligazione naturale

Il sig. X ha convenuto in giudizio l’ex convivente, chiedendone la condanna al pagamento della somma di euro 170.000,00 versata dallo stesso quale pagamento di parte del prezzo dell’immobile acquistato dalla stessa in proprietà esclusiva.
La sig.ra Y ha proposto ricorso per Cassazione avverso la sentenza della Corte d’Appello che ha confermato la decisione di primo grado che ha accolto la domanda attorea.
Nel caso di specie, la Corte di merito ha ritenuto accertato l’esistenza di un contratto intervenuto solo tra la sig.ra Y e il venditore, nonché il versamento da parte del sig. X al venditore dell’importo corrispondente alla differenza fra quello risultante dal contratto scritto e quello realmente convenuto, sul presupposto della convivenza more uxorio della acquirente.
La Corte di merito ha escluso la configurabilità di un contratto a favore di terzo e ritenuto applicabile l’art. 2041 c.c. in riferimento a prestazione all’interno di un rapporto more uxorio, travalicando i limiti di proporzionalità e adeguatezza in considerazione delle condizioni sociali e patrimoniale dei componenti della famiglia di fatto, con conseguente esclusione della possibilità di riconduzione nell’alveo delle obbligazioni naturali scaturenti dal rapporto di convivenza.
La Corte Suprema ha rigettato il ricorso e ritenuto corretta da parte della Corte di merito la decisione di escludere l’esistenza di una obbligazione naturale fondata sulla convivenza more uxorio e ritenere l’applicabilità dell’art. 2041 c.c.
La più recente giurisprudenza di legittimità, infatti, si è espressa in questi termini: “L’azione generale di arricchimento ha come presupposto la locupletazione di un soggetto a danno dell’altro che sia avvenuta senza giusta causa, sicchè non è dato invocare la mancanza o l’ingiustizia della causa qualora l’arricchimento sia conseguenza di un contratto, di un impoverimento remunerato, di un atto di liberalità o dell’adempimento di un’obbligazione naturale. E’ pertanto possibile configurare l’ingiustizia dell’arricchimento da parte di un convivente “more uxorio” nei confronti dell’altro in presenza di prestazioni a vantaggio del primo esulanti dal mero adempimento delle obbligazioni nascenti dal rapporto di convivenza – il cui contenuto va parametrato sulle condizioni sociali e patrimoniali dei componenti della famiglia di fatto – e travalicanti i limiti di proporzionalità ed adeguatezza” (Cfr. Cass. n. 11330/2009).