20 Novembre 2019 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Sentenza Cassazione

CORTE DI CASSAZIONE- sentenza n. 38606 del 4.7.2019

CORTE DI CASSAZIONE- sentenza n. 38606 del 4.7.2019
La c.d. “mano morta”, comportando una illecita intrusione nella sfera sessuale della vittima, integra gli estremi della violenza sessuale consumata e non solamente tentata.
La sez. III della S.C. di Cassazione, con sentenza n. 38606 del 4.7.2019, ha stabilito che sussiste l’ipotesi di violenza sessuale nella forma consumata in caso di contatto lascivo con la zona erogena del fondoschiena della vittima (c.d. “mano morta”), atteso che il tentativo del reato previsto dall’art. 609 bis c.p. è configurabile nel diverso caso in cui la condotta violenta o minacciosa non abbia determinato una immediata e concreta intrusione nella sfera sessuale della vittima, poiché l’agente non ha raggiunto le zone intime (genitali o erogene) della vittima ovvero non ha provocato un contatto di quest’ultima con le proprie parti intime.