15 Novembre 2015 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Sentenza Cassazione

Corte di Cassazione, Sez. III Civ., sentenza 15 ottobre 2015, n. 20889 Ingiustificato rifiuto a contrarre matrimonio dopo le pubblicazioni – onere della prova in capo al convenuto – art. 81 c.c. – risarcibili tutte le spese sostenute in vista del matrimonio e collegate ad esso

Corte di Cassazione, Sez. III Civ., sentenza 15 ottobre 2015, n. 20889
Ingiustificato rifiuto a contrarre matrimonio dopo le pubblicazioni – onere della prova in capo al convenuto – art. 81 c.c. – risarcibili tutte le spese sostenute in vista del matrimonio e collegate ad esso

La sig.ra X aveva convenuto in giudizio l’ex compagno per sentirlo condannare al pagamento di una somma a titolo di risarcimento danni ai sensi dell’art. 81 c.c. e di un’altra somma a titolo di compensi per prestazioni professionali. Le parti avevano avuto una lunga relazione, sfociata nella decisione di sposarsi tanto da eseguire le pubblicazioni. Parte attrice, geometra, aveva usato le proprie competenze professionali per svolgere dei lavori di ristrutturazione della casa coniugale e sostenuto delle spese. Una settimana prima della celebrazione del matrimonio il futuro sposo le confessava di avere un’altra relazione, rifiutando di contrarre matrimonio. In primo grado, la domanda dell’attrice era stata respinta; in appello, la sentenza era stata riformata posto che la Corte aveva ritenuto che fosse onere del convenuto dimostrare l’esistenza di un giustificato motivo per il suo finale rifiuto al matrimonio e che tale onere non era stato adempiuto. Avverso tale decisione, è stato proposto ricorso per Cassazione che è stato rigettato.
La Corte Suprema ha ritenuto che la sentenza di secondo grado, con motivazione congrua e scevra da vizi logico – giuridici, abbia esaminato compiutamente tutte le testimonianze rilevanti ai fini della prova ritenendole non sufficienti a provare la sussistenza di un giustificato motivo del ricorrente al non ottemperamento della promessa di matrimonio. Conseguentemente, non essendo stato provato il motivo determinante il rifiuto lo stesso deve essere valutato come non giustificato.
La Corte, altresì, ha ribadito che possono essere considerate risarcibili ai sensi dell’art. 81 c.c. tutte quelle spese (finalizzate e giustificate) che si sostengono in vista del matrimonio e legate ad esso da un nesso eziologico (in questo caso abito da sposa ed anche arredi e lavori di ristrutturazione effettuati nella casa scelta quale casa coniugale) e non soltanto le spese strettamente sostenute per la celebrazione del matrimonio.