02 Marzo 2016 | Legislazione e giurisprudenza Ordinanza Cassazione

Corte di Cassazione, sez VI civ., ordinanza n. 432 del 14 gennaio 2016 Provvedimenti ablativi/limitativi della responsabilità genitoriale – artt. 330 e 333 c.c. – Art. 38 disp. att. c.c. – vis attractiva del Tribunale ordinario

Corte di Cassazione, sez VI civ., ordinanza n. 432 del 14 gennaio 2016
Provvedimenti ablativi/limitativi della responsabilità genitoriale – artt. 330 e 333 c.c. – Art. 38 disp. att. c.c. – vis attractiva del Tribunale ordinario

Nel caso di specie, il Tribunale per i Minorenni si è dichiarato incompetente in ordine ad un procedimento promosso dalla Procura della Repubblica, volto all’accertamento dei presupposti per l’emissione di provvedimenti ablativi della responsabilità genitoriali; l’istanza è intervenuta, infatti, nella pendenza di un procedimento di modifica delle condizioni di separazione personale, instaurato presso il tribunale ordinario.
Il Tribunale per i Minorenni riteneva operativo l’art. 38 disp. att. c.c. e la competenza del Tribunale ordinario anche a decidere dei provvedimenti ablativi della responsabilità genitoriale.
La parte ha proposto regolamento di competenza ritenendo che l’art. 38 disp. att. c.c. porti alla conclusione contraria limitando la vis attractiva ai provvedimenti ex art. 333 c.c., e non a quelli ex art. 330 c.c..
Per dirimere il contrasto interpretativo, la Corte di Cassazione ha richiamato alcune recenti ordinanze (21633 del 2014; 1349 e 2833 del 2015) da cui ha ricavato i seguenti principi, dichiarando la competenza del tribunale ordinario:

  1. La richiesta di provvedimenti ablativi della responsabilità genitoriale determina in via officiosa l’estensione dell’accertamento anche a provvedimenti limitativi o conformativi di essa nel contenuto o nel tempo;
  2. Il giudice del conflitto familiare può assumere provvedimenti anche fortemente incidenti sulla responsabilità genitoriale, comprensivi dell’affidamento a terzi ovvero dell’ablazione della responsabilità genitoriale;
  3. L’art. 38 disp. att. c.c., pur rivelando un netto favor legislativo per la concentrazione delle tutele, presso un unico giudice, quando vi sia in corso un procedimento relativo al conflitto coniugale o familiare, non afferma l’applicabilità di questo principio in forma assoluta, stabilendo che la vis attractiva verso il giudice ordinario operi soltanto quando il giudizio relativo al predetto conflitto sia stato instaurato anteriormente all’azione rivolta in via principale all’ablazione e/o limitazione della responsabilità genitoriale, dovendo, nell’ipotesi contraria, mantenersi la competenza del tribunale per i minorenni;
  4. Non opera la vis attractiva per i  procedimenti riguardanti la responsabilità genitoriale instaurati prima della sua entrata in vigore (1/1/2013).

La Corte conclude affermando che il superiore interesse del minore, così come convenzionalmente e costituzionalmente individuabile, non si rinviene nella concomitanza di provvedimenti aventi ad oggetto la compressione della responsabilità genitoriale contrastanti e contraddittori provenienti da organi giudiziari diversi ma da un quadro di distribuzione della competenza tendenzialmente stabile, predeterminato e non rimesso soltanto alle scelte processuali delle parti.