01 Novembre 2015 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Sentenza Cassazione

Corte di Cassazione, Sez. VI Penale, sentenza 23.9.2015 n. 38558 Reato di cui all’art. 574 c.p. – sottrazione di persone incapaci – ostacolo all’esercizio della potestà dell’altro genitore in assenza di specifici provvedimenti del giudice civile in materia di affidamento

Corte di Cassazione, Sez. VI Penale, sentenza 23.9.2015 n. 38558
Reato di cui all’art. 574 c.p. – sottrazione di persone incapaci – ostacolo all’esercizio della potestà dell’altro genitore in assenza di specifici provvedimenti del giudice civile in materia di affidamento

Nel caso di specie, una madre è stata condannata alla pena di otto mesi di reclusione per il reato di cui all’art. 574 c.p. di sottrazione di persona incapace per aver sottratto la figlia minore alla vigilanza e alla potestà genitoriale del coniuge separato, in assenza di provvedimenti di affidamento della minore da parte del giudice civile.
La Cassazione ha confermato la condanna di secondo grado ritenendo corretta la decisione della Corte d’Appello che ha evidenziato plurimi elementi di prova dai quali ha ricavato con motivazione completa e congrua che “ con ripetute condotte e scelte unilaterali, protrattesi per un rilevante periodo di tempo, la ricorrente ha, in una situazione caratterizzata dall’assenza di provvedimenti di affidamento da parte del giudice civile e dalla compresenza dei soggetti titolari della potestà dei genitori, travalicato la linea di demarcazione tra una normale manifestazione dell’esercizio della propria potestà ed il comportamento diretto a contrastare il diritto dell’altro coniuge, sempre peraltro nella considerazione che nella specie si tratta di condizioni potestative e cioè non dettate nell’interesse esclusivo del loro titolare, ma per il soddisfacimento di quello della persona incapace, sicchè il comportamento della ricorrente ha portato ad una globale sottrazione della figlia minore alla vigilanza e all’esercizio della funzione educativa dell’altro genitore”.