01 Febbraio 2016 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Ordinanza Cassazione

Corte di Cassazione, sezione VI civ., ordinanza 11.1.2016, n. 223 Occupazione di fatto di un immobile – non valutabile in sede di assegno divorzile – situazione precaria e provvisoria

Corte di Cassazione, sezione VI civ., ordinanza 11.1.2016, n. 223
Occupazione di fatto di un immobile – non valutabile in sede di assegno divorzile – situazione precaria e provvisoria

In materia di determinazione dell’assegno divorzile, la Corte di Cassazione ha fatto presente che la presunta occupazione di fatto di un immobile da parte della moglie non può essere considerata decisiva, atteso che una tale situazione – ove anche esistente e, quindi, in ipotesi, pienamente provata – va considerata precaria e come tale facilmente risolubile da parte dell’avente diritto con gli ordinari strumenti volti a recuperarne il possesso o la detenzione, mentre il giudice dell’assegno divorzile deve calcolarne la misura sulla base dei bisogni del coniuge debole e delle possibilità di soddisfarle attraverso la misurazione delle disponibilità economiche degli ex coniugi e degli standard di vita, per così dire, a regime, senza tener conto di situazioni provvisorie e, perciò, destinate a venir meno in tempi più o meno rapidi.  L’immobile occupato de facto fuoriesce dall’ambito valutativo dei valori legalmente posseduti da ciascuno dei coniugi, rimanendo la difficoltà di liberazione dell’immobile da parte del suo proprietario un dato di fatto estraneo alla ponderazione delle rispettive posizioni patrimoniali e reddituali.