28 Gennaio 2019 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Sentenza Cassazione

DONAZIONE INDIRETTA – FORMA SCRITTA

DONAZIONE INDIRETTA – FORMA SCRITTA

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27050/2018, ha stabilito che non deve ritenersi indispensabile la forma scritta per la conclusione e la prova della donazione indiretta.
Secondo la Corte, è sufficiente l’osservanza delle forme prescritte per il negozio tipico utilizzato per realizzare lo scopo di liberalità, dato che l’art. 809 cod. civ., nello stabilire le norme sulle donazioni applicabili agli altri atti di liberalità realizzati con negozi diversi da quelli previsti dall’art. 769 cod. civ., non richiama l’art. 782 cod. civ., che prescrive l’atto pubblico per la donazione. Ciò va in contrasto con il principio secondo cui per la validità delle donazioni indirette, cioè quelle di liberalità,  realizzate ponendo in essere un negozio tipico diverso da quello previsto dall’art. 782 cod. civ., l’attribuzione gratuita viene attuata, quale effetto indiretto, con il negozio oneroso, che corrisponde alla reale intenzione delle parti ed alla quale, pertanto, non si applicano i limiti alla prova che valgono, invece, per il negozio tipico utilizzato per realizzare tale scopo.
La sentenza impugnata ha erroneamente asserito che “la tesi del ricorrente secondo cui il contratto di compravendita andava inquadrato nell’ambito del paradigma della donazione indiretta, non aveva trovato nel corso dell’istruttoria espletata in primo grado, alcun riscontro probatorio, che in virtù del requisito della forma scritta non poteva che essere documentale” e quindi nessun decisivo elemento contrario poteva, inoltre, trarsi dal fatto che “la ricostruzione offerta dal ricorrente non trovava rispondenza nel testo contrattuale”, dato che la vendita era diretta ad attuare il trasferimento dell’immobile in favore dei beneficiari e non anche a realizzare direttamente l’intento donativo.