AIAF Friuli Venezia Giulia

Comunicazioni


ISCRIZIONE AIAF FRIULI VENEZIA GIULIA  – CAMPAGNA ASSOCIATIVA ANNO 2018

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COMUNICATO STAMPA AVV. MARIA ANTONIA PILI –              PER AIAF FVG L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE SULLO “IUS SOLI” COSTITUISCE UN’IRRINUNCIABILE SCELTA DI CIVILTA’

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COMUNICATO STAMPA AVV. MARIA ANTONIA PILI –            AIAF FVG RITIENE INDIFFERIBILE L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE SUL FINE VITA

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COMUNICATO STAMPA AVV. MARIA ANTONIA PILI – SENTENZA PENALE CASSAZIONE – OMICIDIO FIGLIO ADOTTIVO

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Modelli di conferimento di incarico professionale e preventivo di massima

>> Incarico e preventivo Famiglia

>> Incarico e preventivo Negoziazione Assistita

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Intervento Avv. Maria Antonia Pili sul “Foro Trentino”

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In allegato il Decreto del Tribunale di Pordenone che ordina al Conservatore dei Registri Immobiliari di trascrivere un trasferimento immobiliare contenuto in Accordo di separazione tra coniugi concluso con procedura di Negoziazione Assistita.

Il Conservatore aveva negato la trascrizione ritenendo che non fosse sufficiente l’autenticazione dei due Avvocati che avevano predisposto il testo contenente anche il trasferimento immobiliare, ma fosse invece necessaria l’ulteriore autenticazione da parte di un Notaio.

I Giudici pordenonesi sono stati di diverso avviso, privilegiando le seguenti argomentazioni :

1 – l’art. 6 D.L. n. 132/2014 (in materia di Famiglia) prevede che siano i due avvocati (si sottolinea che sono sempre necessari due avvocati per le Negoziazioni Assistite in tale materia) ad autenticare accordo e sottoscrizioni;

2 – l’art. 6 D.L. n. 132/2014 (in materia di Famiglia) richiede sempre il vaglio (in questo caso Nullaosta non essendo presenti figli minori) da parte del Procuratore della Repubblica, id est Autorità Giudiziaria;

3 – l’art. 6 D.L. n. 132/2014 (in materia di Famiglia) equipara l’Accordo di Negoziazione Assistita a provvedimenti giudiziali (“…produce gli effetti e tiene luogo dei provvedimenti giudiziali”) i quali non richiedono alcuna ulteriore autenticazione (notarile) nemmeno per la trascrizione di eventuali trasferimenti immobiliari; perdipiù il Tribunale ha richiamato in via analogica l’istituto del lodo arbitrale (artt. 824 bis, 825 c.c.) laddove non è necessario l’ulteriore intervento (autenticazione) di un Notaio per la trascrizione.

Le argomentazioni del Tribunale di Pordenone sono dunque chiarissime ed in sintonia con quanto dispone l’istituto della Negoziazione Assistita in materia di Famiglia; sostenere il contrario significherebbe svilire e/o svuotare di contenuto tale importantissimo ed innovativo Istituto che attribuisce  grande rilievo e grande responsabilità al ruolo dell’Avvocatura conferendole funzioni importanti anche a livello sociale, soprattutto nell’ottica di evitare liti giudiziarie, ivi compreso il potere di autenticare atti e sottoscrizioni delle parti. Sarebbe curiosa una posizione contraria solo relativamente all’autenticazione di atti contenenti trasferimenti immobiliari visto che in materia di status delle persone, aspetto che non è certo meno importante di quello patrimoniale, anzi!, laddove l’autenticazione degli avvocati è pacificamente ritenuta valida. In buona sostanza starebbe a significare che gli avvocati, solo ed esclusivamente in ambito patrimoniale!, non sarebbero capaci/affidabili per autenticare un Accordo di Negoziazione Assistita, richiedendo invece l’intervento di una ulteriore… “più autorevole” (?) …. “più titolata” (?) …. figura professionale per …. autenticare le loro stesse autenticazioni!

Maria Antonia Pili – Presidente AIAF FVG – Componente Giunta Nazionale AIAF

Graziella Cantiello – AIAF FVG – Componente Direttivo Nazionale AIAF

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Il direttivo AIAF FVG si congratula con la propria presidente per l’ottimo esito ottenuto anche in cassazione nella nota controversia in tema di stepchild adoption, che rappresenta non solo il giusto premio per l’impegno, la  serietà, lo studio appassionato della nostra collega, ma anche una tappa importante nel cammino verso la piena tutela dell’interesse del minore che costituisce una delle finalità cardini della nostra associazione.

Il Comitato Direttivo AIAF Friuli Venezia Giulia

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All’interno della XVI edizione del festival

pordenonelegge

AIAF FRIULI VENEZIA GIULIA

presenta

“DEGIURISDIZIONALIZZAZIONE”

ANGOLO PRIVILEGIATO DEI DIRITTI O DIRITTO ALL’ANGOLO ?

Diviene sempre più forte l’esigenza di privilegiare la risoluzione dei conflitti familiari ed interpersonali al di fuori delle Aule di Giustizia utilizzando strumenti ed istituti alternativi e multidisciplinari quali il Diritto Collaborativo, la Mediazione, la Negoziazione Assistita, gli Accordi Prematrimoniali. Si tratta della cosiddetta “degiurisdizionalizzazione”, una bella opportunità che gli avvocati hanno a disposizione, in un’ottica multidisciplinare e collaborativa, al fine di rendere i procedimenti più snelli e veloci a vantaggio dei cittadini, contenendo anche i costi della giustizia. Saprà essere raccolta tale innovativa sfida?

Sabato 19 Settembre alle ore 11.00

nel giardino davanti al Tribunale di Pordenone

conversazione con

Roberta Gallego Magistrato – Sostituto Procuratore della Repubblica Tribunale di Belluno

Ida Peressotti Dirigente – Responsabile Ufficio Stato Civile  Comune di Udine

Gaetano Appierto Magistrato – Presidente Sezione Famiglia Tribunale di Pordenone

Maria Antonia Pili Avvocata – Presidente AIAF Friuli Venezia Giulia

sollecitati dalle domande della Giornalista Lia Celi.

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Proposta di Legge Camera dei Deputati in tema di Accordi Prematrimoniali – n. 2669 già presentata il 15.10.2014,  prima firmataria Alessia Morani PD.

Tale testo iniziale è stato di recente modificato a seguito dell’entrata in vigore della Negoziazione Assistita, prevedendo ora la legittimazione, oltre che dei notai per atto pubblico, anche degli avvocati a mezzo della procedura della Negoziazione Assistita sopra richiamata a redigere ed annotare tali accordi a margine dell’atto di matrimonio, ai sensi del nuovo art. 162 bis c.c. all’uopo formulato.

Maria Antonia Pili

Presidente AIAF FVG

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Segnalazione provvedimento Tribunale di Pordenone.

Decadenza responsabilità genitoriale ex art. 330 c.c. – competenza T.O.

Il Tribunale Ordinario di Pordenone in composizione Collegiale, in data 21.5.2015 ha pronunciato con Decreto la decadenza dalla responsabilità genitoriale del padre di una minore a seguito di richiesta avanzata dalla madre in pendenza di procedimento per modifica delle condizioni di divorzio.

Il Decreto, indipendentemente dalle questioni di merito che giustificano ampiamente per la loro gravità il provvedimento ablativo, va segnalato per la decisione in punto competenza.

In breve comunque la vicenda. A seguito di sottrazione internazionale della figlia minore da parte del padre, cittadino egiziano, la madre, dopo aver ottenuto in Egitto sentenza di divorzio – solo in punto status – e dopo essere riuscita a riportare in Italia la figlia affidatale dall’autorità penale locale, proponeva davanti al Tribunale di Pordenone ricorso per modifica/integrazione delle condizioni di divorzio; in pendenza di tale procedimento, chiedeva altresì allo stesso Giudice Collegiale la pronuncia della decadenza paterna dalla responsabilità genitoriale ex artt. 330 c.c. – 38 disp. att. c.c.

Il Tribunale di Pordenone, pur non diffondendosi nell’argomentare circa le ragioni per le quali ha ritenuto di orientarsi verso la soluzione favorevole alla competenza del Tribunale Ordinario in ordine al richiesto provvedimento ex art. 330 c.c., si inserisce in modo per così dire “naturale” nel solco tracciato dalla recente Giurisprudenza di legittimità :

– Cass. 26.1.2015 n. 1349 statuisce che, quando sia in corso un giudizio di separazione o divorzio la competenza in ordine alle azioni dirette ad ottenere provvedimenti limitativi o ablativi della responsabilità genitoriale, deve attribuirsi al Giudice del conflitto familiare (Tribunale Ordinario e Corte d’Appello).

–  Cass. 12.2.2015 n. 2833 statuisce che l’adozione di un provvedimento de potestate viene attratta alla competenza in favore del Giudice della separazione.

Si tratta di due decisioni che invertono la rotta rispetto alle interpretazioni dottrinali/giurisprudenziali precedenti e che meglio rispondono alle esigenze volute dalla riforma introdotta dalla L. 219/2012, dovendosi verosimilmente ascrivere le “oscurità” letterali dell’art. 38 disp. att. c.c. ad una insufficiente/mancata attività di coordinamento nel testo legislativo.

Particolarmente animato è stato infatti il dibattito tra gli operatori del diritto sulla corretta interpretazione da riservare all’art. 38 disp. att. c.c. così come modificato dalla Legge 10.12.2012, n. 219 nel punto in cui ripartisce tra il Tribunale Ordinario (T.O.) ed il Tribunale per i Minorenni (T.M.) la competenza a decidere su una serie di provvedimenti concernenti i figli minori, tra i quali spicca particolarmente quello ablativo della responsabilità genitoriale di cui all’art. 330 c.c.

Tale dibattito, com’è noto, ha avuto origine dalla “problematica” formulazione attuale dell’art. 38 disp. att. c.c. che, dopo aver fissato in via generale la competenza del T.M. in ordine a determinati provvedimenti normativamente indicati (tra i quali per l’appunto l’art. 330 c.c.), ha nel contempo stabilito, in via di eccezione, che “Per i procedimenti di cui all’art. 333 resta esclusa la competenza del tribunale per i minorenni nell’ipotesi in cui sia in corso, tra le stesse parti, giudizio di separazione o divorzio…” aggiungendo, dopo un punto e virgola, che “in tale ipotesi… la competenza, anche per i provvedimenti contemplati dalle disposizioni richiamate nel primo periodo, spetta al giudice ordinario”.

Di fronte ad una formulazione tanto ambigua, gli operatori del diritto si sono inizialmente orientati verso un’interpretazione estensiva delle prerogative del T.M.:

A) Secondo un primo filone ermeneutico infatti, la competenza del T.O. ad emanare uno dei provvedimenti indicati nella prima parte dell’art. 38 disp. att. c.c. (tra cui quello ex art. 330 c.c.) sarebbe ravvisabile esclusivamente nel caso in cui, in pendenza di un procedimento di separazione o divorzio tra le stesse parti, sia stato preventivamente chiesto un provvedimento di cui all’art. 333 c.c. (in tal senso: Cass. 14.10.2014, n. 21633).

Tale interpretazione, forse all’apparenza fedele al tenore letterale dell’art. 38 disp. att. c.c., si espone tuttavia a profili di incostituzionalità per manifesta irragionevolezza, non essendo dato di comprendere come mai il T.O. possa pronunciare un provvedimento ex art. 330 c.c. solo quando gli viene preventivamente richiesto un provvedimento ex artt. 333 c.c. e non invece quando gli venga richiesto proprio un provvedimento ex art. 330 c.c.!!

B) Per altri Autori al T.O. sarebbe invece sempre preclusa l’emissione di un provvedimento ex art. 330 c.c. che resterebbe comunque riservata alla competenza del T.M.: l’espressione “anche per i provvedimenti contemplati dalle disposizioni richiamate nel primo periodo” dovrebbe infatti leggersi – secondo tale interpretazione – “anche per i provvedimenti contemplati nel periodo precedente”, ovvero solo quelli ex art. 333 c.c. (in tal senso T.M. Catania Decreto 22.5.2013; T.M. Brescia Decreto 22.7.2013; T.M. Palermo Decreto 11.12.2013; commento di C. Padalino in affidamentocondiviso.it; il tutto come riportato da Randazzo, (Dis)organiche considerazioni sul nuovo art. 38 disp. att. c.c. – raccogliamo le idee in Questione Giustizia. www.questionegiustizia.it).

Tale orientamento è però destinato ad allontanarsi molto (per non dire eccessivamente) dal tenore letterale dell’art. 38 disp. att. c.c.

E dunque il provvedimento del Tribunale di Pordenone di cui si tratta ha senz’altro il pregio di risultare conforme/aderente sia alla lettera che allo “spirito” dell’attuale formulazione dell’art. 38 disp. att. c.c.

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Da ultimo va segnalato – in quanto sul punto non risultano precedenti èditi – che il Decreto in esame equipara de plano ai giudizi “di separazione o divorzio” di cui all’art. 38 disp. att. c.c., anche i procedimenti di modifica delle condizioni di separazione o divorzio, ritenendo anche in questo ultimo caso operante la vis attractiva in favore del T.O. trattandosi comunque – come osserva il Tribunale – di “…un contesto di giudizio familiare” e “di provvedimento applicabile anche d’ufficio”, ravvisando giustamente quelle stesse esigenze di economia dei giudizi e di concentrazione dell’attività giudiziaria che ha indotto il legislatore, con l’art. 38 disp. att. c.c. (come da ultimo interpretato), a legittimare la competenza nel T.O.

Si auspica che, a questo punto, anche i macchinosi dubbi dottrinali sopra evidenziati possano considerarsi definitivamente dissipati.

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Per completezza si ricorda che la ripartizione delle competenze T.M. – T.O. operata dall’attuale versione dell’art. 38 disp.att. c.c. sta oltretutto dando luogo a rilievi di compatibilità costituzionale (cfr. Tribunale per i Minorenni di Bologna, Ordinanza 2-5.5.2014 e Tribunale per i Minorenni di Napoli, Ordinanza 25.7.2014, entrambe limitatamente all’art. 317-bis c.c., nonché Tribunale Ordinario di Firenze, Ordinanza 5.6.2014 con riferimento agli artt. 330 e 333 c.c.).

E’ quindi auspicabile che anche la Corte Costituzionale sappia cogliere tali occasioni per eliminare ogni ulteriore/eventuale dubbio interpretativo al riguardo, definitivamente confermando la competenza del T.O. nelle situazioni sopra evidenziate.

Maria Antonia Pili

Presidente AIAF Friuli Venezia Giulia

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PROTESTA AIAF FVG

DDL DELEGA 10 FEBBRAIO 2015

EFFICIENZA DEL PROCESSO CIVILE IN MATERIA DI FAMIGLIA E DELLE PERSONE

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CONVEGNO OMOGENITORIALITA’ – PORTALE ARTICOLO29

In seguito all’interessantissimo convegno promosso dall’AIAF FVG in materia di omogenitorialità, tenutosi Venerdì 31 Gennaio presso il Tribunale di Pordenone sotto la direzione dell’avvocato Maria Antonia Pili, è utile segnalare il portale ARTICOLO29 (www.articolo29.it) che raccoglie tutta la giurisprudenza e la dottrina italiana in materia di “famiglia, orientamento sessuale e identità di genere”.

Si tratta di uno strumento assai utile in quanto consente agli avvocati (ed anche ai magistrati) di verificare molto celermente le posizioni della giurisprudenza italiana (e anche della giurisprudenza delle Corti Europee che hanno diretta applicazione in Italia) in materia di tutela delle coppie di fatto dello stesso sesso, di affidamento dei minori e diritto di visita in caso di separazione e divorzio, di procedura per la rettificazione anagrafica di sesso, di ricongiungimenti familiari e protezione internazionale ecc…

Si tratta di materie su cui il legislatore non è ancora intervenuto o è intervenuto solo parzialmente e pertanto è assai utile per l’avvocato avere un archivio completo ed aggiornato dei precedenti giurisprudenziali, sia di merito che di legittimità, completi di massime e riferimenti normativi e biblografici. Nel portale vengono pubblicati di continuo anche commenti di docenti e ricercatori universitari sulle ultime decisioni e riflessioni su questi temi.

Il portale è stato promosso da un collettivo di giudici di merito e di Cassazione,  avvocati e accademici e contiene una organizzazione analitica sia della giurisprudenza che della dottrina con un archivio di facile consultazione e lettura, continuamente aggiornato.

Come si legge nella presentazione del sito, obiettivi del portale ARTICOLO29 (www.articolo29.it) «sono la completezza e l’obiettività, con l’ambizione di divenire un affidabile punto di riferimento per un’adeguata conoscenza giuridica della materia».

Dott. Marco Gattuso (giudice del tribunale di Bologna e direttore di ARTICOLO29 www.articolo29.it )

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Protocollo patrocinio a spede dello Stato – siglato il 20 Dicembre 2013,  fra Avvocati e Magistrati di Pordenone – con il patrocinio anche dell’AIAF FVG Sez. Pordenone

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Protocollo Tribunale di Pordenone relativo ai procedimenti in materia di famiglia, dei minori e delle persone

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Decreto Tribunale di Pordenone – Volontaria Giurisdizione – in materia di cittadinanza

Commento a cura di

dott.ssa Monica Velletti – Magistrato – Esperto Giuridico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri

avv. Maria Antonia Pili del Foro di Pordenone – Presidente AIAF FVG

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Si segnala un interessante Decreto di Fissazione d’Udienza del Tribunale di Pordenone (peraltro nell’ambito di un Procedimento ex art. 317 bis c.c. – a seguito dell’entrata in vigore della L. 219/12), con il quale si invitano le parti a depositare prima dell’Udienza Collegiale una nutrita serie di documenti.

In sostanza si tratta di un esempio di disclousure il cui obiettivo dovrebbe essere quello di consentire al Collegio, fin dalla prima Udienza, una compiuta analisi delle rispettive capacità patrimoniali delle parti che andranno ad incidere sul contributo di entrambe al mantenimento dei figli; peraltro, trattandosi di Procedimento Camerale – per quanto “arricchito” – non può prevedersi  la Fase Presidenziale tipica delle Separazioni e dei Divorzi.

Si ritiene corretto invitare le parti, in tale prima fase, a produrre documentazione e non invece obbligarle; tuttalpiù i poteri officiosi del Giudice in tale ultimo senso potranno essere attivati a seguito di mancata produzione. Sostanzialmente dunque si può in questo caso parlare di “diritto mite” tendente ad addivenire ad una soluzione corretta e rispondente alla realtà e/o verità vera.

Se il concetto di disclousure come sopra illustrato – corrispondente peraltro a quanto previsto dall’art. 88 c.p.c. –  dovesse dare l’esito sperato, è ovvio che non sarebbero più necessarie indagini di alcun tipo ovvero né tramite Polizia Tributaria né tramite CTU.
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Avv. Maria Antonia Pili
Presidente AIAF FVG

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Il Tribunale di Pordenone, dopo un approfondito esame  delle problematiche relative alle indagini patrimoniali nell’ambito delle cause di famiglia, e dopo averne ampiamente discusso in un Convegno organizzato dall’AIAF FVG e tenutosi in data 25.5.2012 a Pordenone che ha visto la partecipazione di illustri studiosi in materia nonché della Guardia di Finanza Comando di Pordenone, ha elaborato una serie di articolati quesiti da conferire, a seconda delle  caratteristiche del caso, o alla Polizia Tributaria o a CTU. La finalità è quella di avere ampia contezza delle risorse dei coniugi al fine della determinazione, anche ufficiosa, dell’assegno di mantenimento per i figli e/o per il coniuge avente diritto.

Pubblichiamo un primo dettagliato Provvedimento dd. 1.6.2012 del Presidente di Sezione dott. Gaetano Appierto che dispone un accertamento della Polizia Tributaria.

Si segnala come il quesito sia specifico al fine di indirizzare la Guardia di Finanza ad un’attività che non sia generica e limitata alla mera raccolta delle Dichiarazioni dei Redditi.

Di estremo interesse è la richiesta del Giudice alla P.T. di utilizzare ogni strumento utile, anche telematico.

Va segnalato infine che l’incarico conferito dal Giudice si è inserito nella fase istruttoria del procedimento in quanto la documentazione offerta dalle parti non è stata ritenuta sufficiente per tratteggiare le reali risorse economiche delle stesse.

Inoltre che la formalizzazione del quesito è avvenuta all’udienza immediatamente precedente a quella fissata per il conferimento e dunque nel contraddittorio delle parti. Tale scansione temporale consente ai coniugi, prima dell’avvio delle operazioni della Guardia di Finanza, di avere piena conoscenza della portata degli accertamenti.

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Per un approfondimento degli aspetti inerenti le indagini patrimoniali si rimanda all’attento e chiarissimo contributo della dott.ssa Fiorella Buttiglione –  relatrice al Convegno del 25.5.2012 citato in premessa – già presente nel sito AIAF FVG.

Avv. Maria Antonia Pili
Presidente AIAF FVG

Provvedimento Dott. Gaetano Appierto 01.06.2012

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Ordinanze Istruttorie Tribunale Di Pordenone

A – Ordinanza dott. Appierto del 28.4.2012

B  – Ordinanza dott.ssa Costa del 5.6.2012

Commento (a cura dell’Avv. Pili)

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ATTI DEL CONVEGNO

“Indagini patrimoniali nei giudizi di separazione e divorzio”
Pordenone – 25 Maggio 2012

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RACCOLTA PROVVEDIMENTI GIUDIZIARI TRIBUNALI FRIULI VENEZIA GIULIA

A seguito della Tavola Rotonda tenutasi a Pordenone il 10.6.2011 avente ad oggetto le Prassi Giudiziarie in Diritto di Famiglia nei Tribunali della Regione, e constatato l’interesse sia da parte nostra che da parte dei Magistrati, si ritiene utile che vengano inseriti nel nostro sito AIAF FVG i Provvedimenti di particolare rilievo che via via verranno emessi da ciascun Tribunale e ciò nell’ottica finale di omogeneizzare le Prassi Giudiziarie, perlomeno in Regione.
Si prega quindi di segnalare quei Provvedimenti  ritenuti interessanti.
Per iniziare si inseriscono tre Ordinanze, una del Tribunale di Udine (reclamabilità dell’Ordinanza del Giudice Istruttore che decide sull’istanza di modifica o revoca dell’Ordinanza Presidenziale), una del Tribunale di Gorizia (necessità dell’assistenza dei difensori nei procedimenti di separazione consensuale), e l’ultima del Tribunale per i Minorenni di Trieste (interpretazione art. 317 c.c.).

Ordinanza Collegiale Tribunale di Udine 3 giugno 2011
Ordinanza Tribunale Minorenni Trieste 25 maggio 2011
Ordinanza Tribunale Gorizia 8 aprile 2011_1

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SCARICA IL PROTOCOLLO SUI PROCEDIMENTI DI FAMIGLIA DEL TRIBUNALE DI PORDENONE

TRIB PORDENONE Protocollo processi famiglia 21 05 10
TRIB PORDENONE Trasferimenti immobiliari A 13 04 11
TRIB PORDENONE Protocollo per l’ascolto del minore nei procedimenti civili 04 05 11

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PERCORSO FORMATIVO AIAF FRIULI VENEZIA GIULIA Autunno 2011/Primavera 2012

L’AIAF Friuli Venezia Giulia in collaborazione Consorzio Friuli Formazione e Università degli Studi di  Udine Facoltà di Giurisprudenza promuove Corso di Formazione post-universitario, patrocinato da AIADC ( Associazione Italiana Avvocati Diritto Collaborativo) –  IACP USA ( International Academy of Collaborative Professionals ) – AIAF Nazionale
in tema di:
“Diritto Collaborativo – Conciliazione – Mediazione. Il ruolo dell’avvocato familiarista del futuro. Esperienze nazionali ed internazionali a confronto”

Il corso, della durata complessiva di 36 ore, sarà strutturato in due fasi distinte:
La prima, della durata di 16 ore (Venerdì e Sabato dalle ore 9.30 alle 18.30), ha l’obiettivo di fornire ai partecipanti la conoscenza e gli strumenti per applicare il metodo collaborativo nei casi di separazione e divorzio.
Le lezioni in lingua inglese con traduzione simultanea inglese/italiano/ inglese, saranno tenute da docenti / avvocati accreditati di fama internazionale membri dello IACP.
La seconda della durata di 20 ore ( Quattro incontri il Venerdì di 5 ore ciascuno )  è strutturata in termini operativi/ pratici con la presenza di volta in volta, oltre che di un docente universitario, di un avvocato esperto in diritto collaborativo e un diverso consulente ( notaio, commercialista, psicologo, neuro psichiatra infantile..) Gli incontri hanno l’obiettivo di fornire ai partecipanti strumenti pratici/modelli operativi per la risoluzione delle controversie rispetto questioni specifiche ( questioni contabili, divisioni dei beni, gestione dei minori..).
Terminata la fase organizzativa (si prevede entro il mese di Giugno 2011) verrà diffuso il programma integrale con i nominativi di tutti i docenti e verranno distribuiti i moduli per l’iscrizione.
Si segnala che il Corso non potrà avere più di 30 partecipanti e l’ammontare della quota di iscrizione è in via di definizione. Ovviamente, in caso di richieste in sovrannumero, il corso verrà ripetuto in momenti successivi.


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Pordenone, 12 Dicembre 2017

LA MEDIAZIONE SCOLASTICA

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