01 Giugno 2014

Il CNF con la circolare n. 10-C-2014 ha precisato che l’art. 15 comma 4 del cd. “decreto sviluppo bis” non ha introdotto l’obbligo per i professionisti di dotarsi di POS, ma un onere per i casi nei quali saranno i clienti a richiedere all’avvocato di potersi liberare dall’obbligazione pecuniaria a proprio carico per il tramite di carta di debito.

Il CNF con la circolare n. 10-C-2014 ha precisato che l’art. 15 comma 4 del cd. “decreto sviluppo bis” non ha introdotto l’obbligo per i professionisti di dotarsi di POS, ma un onere per i casi nei quali saranno i clienti a richiedere all’avvocato di potersi liberare dall’obbligazione pecuniaria a proprio carico per il tramite di carta di debito.
Pertanto, “salvi i limiti vigenti nell’ordinamento (perché previsti da altre fonti; si pensi ad esempio al divieto di pagamento in contanti oltre la soglia di mille euro, previsto dalla normativa antiriciclaggio, espressamente richiamata dalla disposizione in commento; cfr. art. 49, d. lgsl. 231/2007), la volontà della parti del contratto d’opera professionale (cliente ed avvocato) resta ancora il riferimento principale per la individuazione delle forme di pagamento”.