IL CONFLITTO COME RISORSA. IL DIRITTO AL DIALOGO NUOVE COMPETENZE PER L’AVVOCATO DEL TERZO MILLENIO

Sede

Bergamo, Bergamo, Sala della Porta di S. Agostino

Date e Orari

11 Gennaio 2019 | 15:00
stato iscrizione: Aperta

11, 18, 25 gennaio 2019


8, 15 febbraio 2019


Dalle ore 15 alle ore 18,00


Bergamo, Sala della Porta di S. Agostino


 

11 gennaio 2019L’avvocato familiarista del terzo millennio. Un nuovo ruolo, una diversa immagine” Coordina l’avvocata Francesca Mazzoleni del Foro di Bergamo


Il modulo comprende, oltre ad una presentazione dell’intero corso, una conversazione generale ed introduttiva, accompagnata da filmati, in ordine al nuovo modo di affrontare la gestione dei conflitti, sia sotto l’aspetto sociologico e psicologico, sia dal punto di vista strettamente giuridico - sostanziale processuale -  che vede la figura dell’avvocato come "negoziatore" e non come meramente “avversariale”


 Relatori:




  • Francesca Mazzoleni, avvocata del Foro di Bergamo

  • Ugo Morelli psicologo sociale, professore presso l’Università degli Studi di Bergamo


 

18 gennaio 2019 "Gli strumenti e i servizi a sostegno di una nuova figura di avvocato" Coordina l’avvocata Federica Tucci del Foro di Bergamo.

 La finalità è quella di trasmettere come l'avvocato civilista nella gestione della crisi familiare possa concorrere a trovare, nella collaborazione con altre figure professionali, soluzioni che siano più funzionali al bisogno specifico della singola situazione e siano altresì più durature nel tempo in quanto in grado di adattarsi alla fisiologica evoluzione del nucleo familiare. La collaborazione che si vorrebbe instaurare con queste figure professionali consentirebbe l'analisi dei tempi di evoluzione e soluzione del conflitto, così da favorire accordi condivisi e sostenibili. La disamina delle singole figure e la loro funzione specifica verranno accompagnati dall'esame nel merito della prospettiva in cui vengono analizzati i casi, nonché le soluzioni e i vantaggi che sono in grado di produrre.


Relatori:




  • Cecile Eldstein, mediatrice

  • Stefano Rota servizio Tutela minori comune di Bergamo

  • Patrizia Panzeri CBF

  • Piccinelli Claudia coordinatore genitoriale


 

25 gennaio 2019La pratica Collaborativa e i metodi di negoziazione quali strumenti integrativi per l’avvocato in trasformazione ” Coordina l’avvocata Mara Mazzara del Foro di Bergamo.


Verterà sulla necessità di acquisire competenze e abilità che vanno al di là delle conoscenze –  non più demandabili a una semplice sensibilità personale – considerate ancora tipiche di altre professionalità, quali la capacità di ascolto attivo, di empatia con l’altro, di comunicare in modo efficace per poter raggiungere agevolmente obbiettivi comuni, dando così rilevanza anche ad aspetti emotivi, di sé e dell’altro, ancora da tanti considerati aspetti periferici nella gestione del conflitto. Da qui, anche la possibilità, attraverso metodi quali la “pratica collaborativa”, di agire in un contesto pluridisciplinare, in cui il superamento della tradizionale logica cosiddetta avversariale tra avvocati e la collaborazione in team con gli altri professionisti coinvolti (facilitatore della comunicazione, esperto finanziario, esperto del minore), tutti appositamente formati ad una pratica basata sulla trasparenza e sulla buona fede, aiutano i coniugi ed i genitori a considerarsi protagonisti responsabili e costruttivi nel processo di separazione.


Relatori:




  • Francesca King, avvocata del Foro di Milano, Presidente IACP (International Academy of collaborative professionals) e socia AIADC (Associazione Italiana Professionisti Collaborativi)

  • Isabella Gandini, psicologa e psicoterapeuta in Milano, socia AIADC

  • Mara Mazzara, avvocata del Foro di Bergamo, socia AIADC


 

 modulo 8 febbraio 2019L’anticipazione del trattamento come nuovo strumento di giustizia”. Coordina l’avvocata Francesca Longhi del Foro di Bergamo.


Si parlerà di “anticipazione del trattamento”. Il diritto di famiglia involge sovente tematiche di tipo penale, spesso connesse al conflitto, talvolta marcatamente prevaricatorie.


La famiglia è quindi anche un luogo nel quale si commettono dei reati, le cui conseguenze – sul piano della vittimizzazione – sono ancor più marcate, sia in conseguenza degli agiti , sia in relazione alla “vittimizzazione secondaria” connessa alle iniziative giudiziarie.


Tra l’altro, il tempo della “latenza” tra la denuncia (che talvolta interviene dopo anni di maltrattamenti) e l’accertamento penale è estremamente lungo e gli interventi sul piano civilistico spesso sono subordinati all’accertamento penale.


Come è noto l’articolo 27 della Costituzione prevede che l’accertamento della penale responsabilità possa dirsi avvenuto dopo i 3 gradi di giudizio, che mediamente richiedono dai 5 ai 7 anni di tempo e, nel medesimo Precetto, è stabilito che le pene debbano tendere alla rieducazione.


Appare evidente che i membri della famiglia nel frattempo vivano una situazione “dinamica”, che richiede modalità di presa in carico che prescindano, ove possibile, dagli aspetti giurisdizionali.


La prospettiva dell’incontro formativo è quella di ragionare con professionalità afferenti ai 3 paradigmi di presa in carico (giuridico, sanitario, sociale) per individuare prospettive virtuose di presa in carico, anche alla luce delle esperienze internazionali”


         Relatori:




  • Francesca Longhi: avvocata penalista, coordinatrice

  • Patrizia Panzeri, psicologa e psicoterapeuta, in servizio presso il CBF dell’ASST Bergamo;

  • Roberta Cossia, magistrato presso il TM di Milano;

  • Roberta Ribon, avvocata e mediatrice penale;

  • Sarah Viola, psichiatra e psicoterapeuta;

  • Pasqua Teora, psicologa e psicoterapeuta;

  • Chantal Podio, psichiatra associazione uomini non più violenti


 

 15 febbraio 2019Giustizia Riparativa e Mediazione Penale ”. Coordina l’avvocata Roberta Ribon del Foro di Bergamo.


"La dimensione tragicamente umana del fatto criminoso solleva un grido di In-Giustizia che tiene viva una domanda di Giustizia, straripante ed inesauribile, che tocca interessi non negoziabili. Si parlerà quindi di Giustizia Riparativa quale via capace di incontrare ed accogliere il conflitto, allo stesso tempo antichissima e nuova: le sue fonti, infatti, si rinvengono nella saggezza delle società cosiddette ‘semplici’, ma anche nella tendenza estremamente attuale verso l’implementazione e il rispetto dei diritti umani. Essa non ha a che fare solo con particolari ‘tecniche’ o abilità, proprie delle forme negoziali o di Alternative Dispute Risolution, ma principalmente con l’accoglienza piena di ogni persona umana, attraverso l'ascolto ed il riconoscimento della sofferenza provocata dal reato. La prospettiva teorica e quella pratica - applicativa si aprono al dialogo"


Relatori:




  • Roberta Ribon, avvocata e mediatrice penale

  • Anna Lorenzetti, ricercatrice di diritto costituzionale e docente di analisi di genere e diritto antidiscriminatorio - Università degli Studi di Bergamo

  • Leonardo Lenzi, mediatore penale esperto, formatore, docente di giustizia riparativa - Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano


L’evento è gratuito e organizzato con il patrocinio del Comune di Bergamo; l’evento è stato accreditato dal’Ordine degli Avvocati di Bergamo con 12 crediti formativi in materia di diritto di famiglia e delle persone e n. 3 crediti di deontologia.


Per l’accreditamento è richiesta la partecipazione all’80%