28 Novembre 2018 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Sentenza Cassazione

INPS – CONTRIBUTI PREVIDENZIALI – PRESCRIZIONE

INPS – CONTRIBUTI PREVIDENZIALI – PRESCRIZIONE
Corte di Cassazione sentenza n. 27950\2018

E’ stata ribaltata dai giudici della Cassazione la sentenza con cui la Corte di merito si era pronunciata in ordine all’azione promossa da un avvocato per opporsi alla nota INPS di pretesa del pagamento di contributi per la Gestione Separata relativamente all’esercizio 2004.
Nella decisione di merito, la Corte d’appello aveva rigettato l’eccezione di prescrizione sollevata dal ricorrente accogliendo, invece, la sua domanda di applicazione delle minori sanzioni previste per il caso di omissione contributiva in luogo di quelle previste per l’evasione. Contro questa statuizione, il professionista aveva promosso ricorso in sede di legittimità. In proposito, la Suprema Corte con la sentenza n. 27950 del 31 ottobre 2018  ha ricordato come, in tema di contributi cosiddetti “a percentuale”, il fatto costitutivo dell’obbligazione contributiva è costituito dall’avvenuta produzione, da parte del lavoratore autonomo, di un determinato reddito. Così, sorgendo il credito sulla base della produzione del reddito, la decorrenza del termine di prescrizione dipende dall’ulteriore momento in cui la corrispondente contribuzione è dovuta e quindi dal momento in cui scadono i termini di pagamento di essa.
Vale, in proposito  la regola secondo cui “i versamenti a saldo e in acconto dei contributi dovuti agli enti previdenziali da titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate da enti previdenziali, sono effettuati entro gli stessi termini previsti per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi”.
Posto, così, che il pagamento dei contributi alla gestione separata si prescrive in cinque anni, il termine prescrizionale in oggetto inizia a decorrere dal momento in cui i contributi devono essere versati e non dal giorno di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Quest’ultima, infatti, “come dichiarazione di scienza” non è presupposto del credito contributivo, così come non lo è rispetto all’obbligazione tributaria, in quanto il fatto costitutivo resta la produzione di redditi rilevante ai sensi di legge.