28 Dicembre 2018 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Ordinanza Cassazione

INTERESSI USURARI –  NULLITA’

INTERESSI USURARI –  NULLITA’

La Corte Suprema di Cassazione ha accolto il ricorso di un utente bancario, definendo nullo il patto con il quale si convengono interessi moratori che, alla data di stipula, vadano oltre il tasso soglia indicato dalla normativa antiusura per il tipo di operazione su cui si riferisce l’accordo.
Nel caso in esame, la Corte si è pronunciata sull’impugnazione della sentenza 6.6.2016 n. 2232 della Corte d’appello di Milano, che decideva su una controversia in cui veniva lamentata l’usurarietà degli interessi di mora convenuti in un contratto di leasing. La Corte d’appello aveva escluso che agli interessi di mora potessero trovare applicazione, da un lato, l’articolo 644 c.p. e, dall’altro, la legge n. 108 del 1996 (c.d. legge antiusura), la quale stabilisce il tasso soglia oltre il quale gli interessi vanno qualificati come usurari. A fondamento della decisione del giudice di secondo grado vi era l’argomento, tra gli altri, che gli interessi corrispettivi e quelli di mora sono “ontologicamente” disomogenei, e rivestono una differente funzione: remunerativa i primi, risarcitoria i secondi.
Impugnata la sentenza, i ricorrenti hanno chiesto alla Corte di Cassazione di accertare che gli interessi di mora possano essere qualificati come usurari qualora eccedenti il tasso soglia, al pari degli interessi corrispettivi. Hanno chiesto altresì, qualora il suddetto motivo di ricorso venga accolto, di accertare l’applicabilità al caso di specie dell’articolo 1815 c.c., secondo cui “se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”.
La suddetta ordinanza si contraddistingue dall’orientamento precedente per aver introdotto importanti premesse concettuali sull’omogeneità ontologica degli interessi convenzionali moratori rispetto agli interessi corrispettivi poiché svolgono la medesima funzione giuridica nonostante siano generati da cause differenti. Non è, altresì, sostenibile l’applicazione dell’art. 1815 c.c., comma secondo, agli interessi moratori usurari poiché tale norma si riferisce prettamente agli interessi corrispettivi. È previsto, infatti, il ricalcolo al tasso legale degli interessi moratori nel caso in cui risulti superata la soglia usura di riferimento al momento della stipula. Inoltre, è stato chiarito che l’accertamento degli interessi moratori deve essere effettuato confrontando il tasso pattuito con il tasso soglia per quel tipo di contratto, escludendo la possibilità di apportare l’incremento del 2,1% così come precedentemente previsto dalla circolare Banca Italia “Chiarimenti in materia di applicazione della Legge antiusura”.