28 Giugno 2018 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Sentenza Cassazione

LA CORRESPONSIONE DELL’ASSEGNO DIVORZILE “UNA TANTUM” OSTA ALLA REVERSIBILITA’

LA CORRESPONSIONE DELL’ASSEGNO DIVORZILE “UNA TANTUM” OSTA ALLA REVERSIBILITA’

Le Sezioni Unite della Cassazione, con sentenza n. 22434, depositata in data 24 settembre 2018, ha respinto il ricorso proposto avverso la sentenza 3/2014 della Corte di Appello di Messina che aveva negato il diritto al riconoscimento in favore del coniuge nei cui confronti è stato dichiarato lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, di una quota della pensione di reversibilità dell’ex coniuge in considerazione della circostanza che la titolarità all’assegno divorzile deve essere intesa come titolarità attuale e concretamente fruibile al momento del decesso dell’ex coniuge e non come titolarità astratta a cagione del fatto che il diritto all’assegno divorzile è stato già soddisfatto con la corresponsione in un’unica soluzione.
Le Sezioni Unite, hanno ritenuto non più applicabile la precedente sentenza delle Sezioni Unite n. 159/1988, invocata dalla ricorrente, precisando come l’espressione testuale “titolare dell’assegno” sancita dal terzo comma dell’art. 9 legge 898/1970 presupponga la concreta ed attuale fruibilità ed esercitabilità del diritto di cui si è titolari, diversamente, un diritto già soddisfatto difetta dei requisiti dell’attualità e della fruibilità o esercitabilità in quanto si è esaurita la titolarità.