05 Novembre 2018

Prescrizione, Associazioni forensi specialistiche insieme: allungarne i tempi contraddice il dovere del Governo di garantire il giusto processo

Prescrizione, Associazioni forensi specialistiche insieme: allungarne i tempi contraddice il dovere del Governo di garantire il giusto processo

 L’Unione Nazionale Camere Avvocati Tributaristi (UNCAT), l’Unione Nazionale Camere Civili (UNCC), l’Associazione Giuslavoristi Italiana (AGI), l’Associazione Italiana Avvocati di Famiglia (AIAF), con riferimento all’emendamento al disegno di legge anticorruzione presentato dal Ministro Guardasigilli, volto a sospendere i tempi della prescrizione dei reati a decorrere dal deposito della sentenza di primo grado, emendamento oggi all’esame di ammissibilità della commissione affari costituzionale della Camera, esprimono il loro netto dissenso e ne chiedono l’immediato ritiro.
L’allungamento dei termini, dissimulando l’incapacità del legislatore e della classe di governo di rendere efficiente l’amministrazione della giustizia, punirebbe irragionevolmente coloro che, all’opposto, confidano nella ragionevole durata dei processi che costituisce elemento essenziale e imprescindibile per la tutela dei diritti degli imputati e delle persone offese dal reato.
L’allungamento dei termini contraddice il dovere dell’apparato statale di garantire il giusto processo previsto dall’art. 111 Costituzione e dai principi comunitari, ne testimonia la sconfitta, ignorando colpevolmente il dettato normativo (art. 159 co. 1 n. 3 c.p.p.) a mente del quale i rinvii chiesti dagli avvocati, anche per loro legittimo impedimento, sospendono il corso della prescrizione.
In ordine alle sorprendenti aggettivazioni di dubbio valore estetico rivolte alla categoria forense, le Associazioni esprimono la loro indignazione anche con riguardo alle giustificazioni rese dal sig. Ministro, in quanto esse veicolano all’opinione pubblica il concetto circa l’esistenza di pratiche elusive manipolate dagli Avvocati, dei quali resta offuscata irrimediabilmente l’immagine, in luogo di ricordarne il ruolo di difesa dei diritti e della democrazia processuale.
In un momento storico in cui il diritto è l’unico baluardo per combattere la repressione e la violenza, tali proposte di riforma suonano come una beffa di cui non si sentiva il bisogno.
Le Associazioni esprimono, pertanto, la loro solidarietà ai colleghi penalisti, cui è demandato quotidianamente il compito della difesa della libertà personale degli individui, reso più arduo se si fa spazio una visione manichea ed asimmetrica dei valori piuttosto che una visione dell’ordinamento che ponga al primo posto la tutela dei diritti nel quadro di regole democratiche.

Roma, 5 novembre 2018