29 Luglio 2016

RIFORMA DELLA GUSTIZIA MINORILE: ABOLIRE LA GIURIDIZIONE SPECIALE. COSì AIAF ALLA RIUNIONE AL MINISTERO DI GIUSTIZIA

RIFORMA DELLA GUSTIZIA MINORILE: ABOLIRE LA GIURIDIZIONE SPECIALE. COSì AIAF ALLA RIUNIONE AL MINISTERO DI GIUSTIZIA

La giustizia minorile è probabilmente la parte del disegno di legge delega sulla riforma del processo civile che vede pareri maggiormente discordanti: negli ultimi tempi opinioni divergenti sono state da più parti espresse con toni anche accesi.

Per giungere ad una riforma il più possibile condivisa e che tenga nel massimo conto il migliore interesse del minore, il Ministero di Giustizia ha convocato ieri pomeriggio una riunione – alla presenza del Sottosegretario Senatrice Federica Chiavaroli – cui hanno partecipato le principali realtà coinvolte a vario titolo nel processo di riforma.

Per AIAF era presente l’avvocato Giulia Sapi che, apprezzando la modalità di confronto proposta dall’ufficio legislativo del Ministero, ha espresso il plauso per la proposta di abolizione di una giurisdizione speciale, ormai inidonea alla tutela dei diritti relazionali dei minori, nonché per il tentativo di formalizzazione del processo minorile, evidenziando tuttavia le gravi criticità della riforma in esame, laddove conserva un doppio binario di giurisdizione per le questioni che coinvolgono gli interessi dei minori, con particolare riguardo ai procedimenti relativi alla responsabilità genitoriale, nonché alla composizione dell’organo giudicante.

L’avvocato Sapi, nel ricordare che la soluzione proposta risulta in contrasto con il principio del giusto processo, ha ribadito la proposta dell’AIAF che le professionalità extragiuridiche vadano a costituire l’albo degli ausiliari del giudice, affinchè lo assistano nel compimento degli accertamenti per i quali siano richieste le loro competenze tecniche ma nel rispetto delle garanzie previste dal principio del contraddittorio, con evidenti risparmi di costi per i cittadini e la riduzione del carico di lavoro del servizio sociale, a cui deve essere restituito il ruolo che gli è proprio di sostegno alle famiglie.

Roma, 29 luglio 2016

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