18 Novembre 2013 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza

Sentenza CEDU 18 giugno 2013 – Ricorso n. 3890 – Povse e Povse contro Austria Sottrazione internazionale di minore – esecuzione ordine di rientro – violazione art. 8 CEDU – non sussiste

Sentenza CEDU 18 giugno 2013 – Ricorso n. 3890 – Povse e Povse contro Austria
Sottrazione internazionale di minore – esecuzione ordine di rientro – violazione art. 8 CEDU – non sussiste

Si segnala un’interessante sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha ritenuto manifestamente infondato il ricorso proposto per violazione da parte dell’Austria dell’art. 8 della Convenzione, per essersi i giudici austriaci limitati a ordinare l’esecuzione dell’ordine di ritorno del giudice italiano, senza tenere conto delle argomentazioni secondo cui il ritorno in Italia della minore avrebbe compromesso il suo benessere.
La Corte, richiamando anche i principi di diritto più volte espressi in precedenti pronunce, ha ritenuto che nel caso di specie l’ingerenza del giudice austriaco – che costituisce violazione dell’art. 8, a meno che essa non sia prevista dalla legge, persegua uno o più scopi legittimi di cui al paragrafo 2 del suddetto articolo, e sia necessaria in una società democratica per il raggiungimento degli stessi – essendo finalizzata a far ricongiungere la minore con il padre, perseguisse uno degli scopi previsti dal secondo paragrafo dell’art. 8, ricordando altresì che la conformità alla legislazione dell’Unione Europea da parte di uno stato contraente costituisce uno scopo legittimo di interesse generale.
Per quanto attiene alla necessità dell’ingerenza, la Corte ha riconosciuto che l’Austria non ha fatto altro che adempiere agli obblighi derivanti dalla sua appartenenza in qualità di membro dell’Unione Europea.