28 Ottobre 2018 Legislazione e giurisprudenza

SUCCESSIONE – DONAZIONE DIRETTA E INDIRETTA – PROFILI FISCALI 

SUCCESSIONE – DONAZIONE DIRETTA E INDIRETTA – PROFILI FISCALI

Con la  decisione n. 5955/18 della Ctr Lazio sezione III si pone in netta controtendenza rispetto agli orientamenti tenuti tanto dall’Amministrazione (risoluzione 250249/ 87) quanto dalla giurisprudenza (Cassazione 8335/ 06; 12238 /08) affermando che anche i beni ricevuti per donazione diretta o indiretta dal defunto, e conferiti (anche per imputazione) agli altri coeredi dai figli, coniuge e discendenti già donatari, – così come prescrive il codice civile (articolo 737) – concorrono a formare la massa ereditaria e il loro valore non può essere ignorato nella formazione delle quote di diritto, così come nella tassazione dello scioglimento della comunione ereditaria.
La questione si incentra tutta sulla possibilità (o meno) di ritenere rilevante, a fini fiscali, il valore dei beni che figli, discendenti e coniuge del defunto abbiano ricevuto in vita dal predetto, per donazione diretta o indiretta, e che i medesimi sono tenuti a conferire agli altri eredi, in sede di collazione. Se siffatta è una regola e organica al procedimento di formazione delle quote e divisorio in generale sul piano civilistico, sul versante fiscale si assiste a un anomalo sdoppiamento normativo. L’art 34 TUR statuisce che dalla massa comune costituita nelle comunioni ereditarie dal valore dell’asse ereditario netto determinato a norma della imposta di successione rimangono esclusi i beni conferiti secondo quanto disciplinato dal codice civile in materia di collazione. La Ctr invece ribadisce la necessità della congruenza della prospettiva civilistica con quella fiscale, accedendo a quella che essa definisce «un’interpretazione costituzionalmente orientata» dell’articolo 34 Tur e sottolinea la portata solo “dichiarativa” di un atto di scioglimento della comunione ereditaria laddove a uno dei condividenti venga assegnato l’intero relictum mentre l’altro risulti aver imputato alla propria porzione i beni al medesimo donati. (Ctr Lazio sezione III n. 5955/18)