15 Dicembre 2015 | Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza Ordinanza Tribunale

Tribunale di Verona, sez. I civ, decreto del 3.12.2015 Ricorso ex art. 700 c.p.c. – pendenza giudizio di merito possessorio – rilascio casa coniugale da parte di coniuge occupante sine titulo – tutela del diritto di proprietà

Tribunale di Verona, sez. I civ, decreto del 3.12.2015
Ricorso ex art. 700 c.p.c. – pendenza giudizio di merito possessorio – rilascio casa coniugale da parte di coniuge occupante sine titulo – tutela del diritto di proprietà

La  sig.ra X ha adito il Tribunale con un ricorso di reintegrazione nel possesso ex artt. 1168 c.c. e 703 c.p.c., affermando di essere detentrice qualificata dell’immobile e di averne subito lo spoglio, avendo il marito, ben dopo l’autorizzazione presidenziale a vivere separati e la mancata assegnazione della casa coniugale, cambiato le serrature dell’abitazione mentre la stessa si era recata in vacanza. Il convenuto si è costituito in giudizio eccependo l’insussistenza dell’animus spoliandi e chiedendo in via riconvenzionale il rilascio dell’abitazione coniugale da parte della moglie ed, altresì, in via subordinata un provvedimento d’urgenza, non avendo la ricorrente alcun titolo per rimanere all’interno dell’abitazione di esclusiva proprietà del marito.
Il Giudice ha ordinato la reintegrazione della sig.ra X nell’immobile (ex) coniugale, rigettando la richiesta di risarcimento del danno della ricorrente e non accogliendo le domande riconvenzionali del marito esclusivamente per ragioni di rito, ritenendo che le stesse si fondassero sul diritto di proprietà (incontestato) dello stesso e che andasse applicato l’art. 705 c.p.c. che preclude al convenuto nel giudizio possessorio di proporre giudizio petitorio.
Successivamente all’ordinanza possessoria, la moglie è rientrata in casa ed è stata così stata eseguita l’ordinanza possessoria.
Nonostante le richieste di rilasciare l’abitazione (ex) coniugale ha continuato a trattenervisi all’interno contro la volontà del marito e, per tale ragione, il proprietario dell’immobile ha adito il Tribunale per chiedere un provvedimento d’urgenza di rilascio ex art. 700 c.p.c.
Successivamente al deposito del ricorso ex 700 c.p.c., controparte ha depositato istanza per la prosecuzione del giudizio di merito possessorio, affinchè venisse affermato il diritto della moglie di esercitare in via temporanea la propria detenzione qualificata e le venisse altresì risarcito il danno.
Nel corso del procedimento cautelare d’urgenza, la moglie ha eccepito, il divieto di cui all’art. 705 c.p.c., oltre all’inammissibilità del procedimento cautelare per difetto di strumentalità e dei requisiti del fumus boni iuris e del periculum in mora.
Il Giudice, con il decreto in esame, ha accolto il ricorso ex art. 700 c.p.c. del marito, ritenendo anzitutto che il divieto di cui all’art. 705 cpc fosse caduto già con l’esecuzione del provvedimento provvisorio; inoltre, ha ritenuto evidente il riferimento al diritto di proprietà del ricorrente, rilevante l’allegazione del verificarsi di fatti nuovi successivi al giudizio possessorio, sussistente il requisito del fumus boni iuris posto che il ricorso è posto a tutela del diritto di proprietà, del diritto al domicilio e del diritto al lavoro, tutti costituzionalmente garantiti ed, infine, sussistente anche il requisito del periculum in mora, ritendendo che la sig.ra continuasse a permanere nell’immobile di proprietà altrui, pur senza averne più titolo, senza alcuna ragionevole giustificazione.