15 Febbraio 2016 | Decreto Tribunale per i minorenni Giurisprudenza Legislazione e giurisprudenza

Tribunale per i Minorenni di Milano – decreto del 20.10.2009 Coppia omossesuale – filiazione – ricorso ex art. 317 bis c.c. – difetto di legittimazione attiva – apertura procedimento ex art. 330 cc – consentita la partecipazione al giudizio in virtù del legame affettivo con i minori

Tribunale per i Minorenni di Milano –  decreto del 20.10.2009
Coppia omossesuale – filiazione – ricorso ex art. 317 bis c.c. – difetto di legittimazione attiva – apertura procedimento ex art. 330 cc – consentita la partecipazione al giudizio in virtù del legame affettivo con i minori

Nel caso di specie, una coppia di donne ha avuto una lunga relazione sentimentale, ha convissuto per molti anni e condiviso il progetto di avere dei figli. Un amico della coppia ha accettato di donare il proprio seme, consentendo ad una delle due donne di procedere all’”autoinseminazione”.
I figli portano come secondo nome i nomi di battesimo di entrambe le donne.
Quando la relazione è finita, le donne hanno trovato un iniziale accordo in merito alle visite e alle modalità di mantenimento.
Poi la madre biologica dei minori ha interrotto le relazioni dei figli con l’ex convivente, la quale ha ricorso ex art. 317 bis c.c. al TM; il TM ha dichiarato il difetto di legittimazione attiva della ricorrente rispetto alle domande formulate, in quanto è pacifico che la titolarità della potestà spetti unicamente ai “genitori”, presupponendo un rapporto di filiazione, biologica o legale (es. adozione), tra i soggetti sicchè, così come non è portatrice della “responsabilità genitoriale” quale insieme dei poteri – doveri tesi ad assicurare il benessere materiale e morale del minore, neppure è legittimata a richiedere ed ottenere un provvedimento che sia espressione dell’esercizio della potestà genitoriale.
Il TM ha disposto la trasmissione al P.M. perché valutasse la richiesta di apertura di un procedimento ex artt. 330 e ss. a tutela dei minori.
Il TM ha disposto CTU e consentito la partecipazione in giudizio dell’ex convivente, sul presupposto dell’inequivocabile legame affettivo (verificato anche in CTU) con i minori; il TM si è detto consapevole del fatto che, da un punto di vista strettamente legale, non vi è oggi possibilità di riconoscimento di una legitimatio ad causam di un soggetto non legato da vincolo alcuno al minore (difetto di legittimazione attiva, del resto, già dichiarato in sede di procedimento ex art. 317 bis c.c.) ma altrettanto consapevole della pacifica ed innegabile condivisione da parte della signora e dei minori di importanti momenti di crescita.
All’esito del giudizio il TM ha dichiarato il non luogo a provvedere ai sensi degli artt. 330 e ss. c.c. e disposto l’archiviazione del procedimento, non ravvisando comportamenti della madre tali da giustificare una limitazione della potestà genitoriale.