26 Aprile 2008

Una polemica fuori contesto

L'AIAF il 22 aprile 2008 ha depositato presso i Consigli degli Ordini competenti un esposto in merito all'iniziativa assunta dall'associazione Osservatorio Nazionale sul diritto di famiglia di editare e diffondere su tutto il territorio nazionale una pubblicazione denominata “albo degli avvocati di diritto di famiglia”. Alla luce del comunicato successivamente apparso sul sito della suddetta associazione,l'AIAF rileva:

L'iniziativa assunta dall'Osservatorio Nazionale per il Diritto di famiglia di editare e diffondere su tutto il territorio nazionale una pubblicazione denominata “l'albo degli avvocati di diritto di famiglia” ha determinato l'AIAF ad intervenire a tutela della serietà ed importanza del cammino intrapreso dall'Avvocatura rispetto al tema della specializzazione che non può e non deve essere confuso con quello della formazione e dell'aggiornamento professionale.

L'utilizzazione del termine albo con il quale si intende l'elenco di quanti sono iscritti all'albo forense, la cui tenuta è per legge riservata ai Consigli degli Ordini, è non solo impropria e inammissibile in considerazione di questa riserva legislativa, ma la stessa è anche tale da creare confusione nei cittadini ed utenti che, proprio in forza dell'utilizzo di tale termine, sono indotti nell'errore che sia stato istituito un albo di avvocati specializzati in diritto di famiglia e che quanti sono elencati in detto albo, siano appunto avvocati specializzati in tale materia.
Senza voler considerare che – contrariamente a quanto afferma l'Osservatorio nella nota pubblicata sul suo sito, che detta pubblicazione avrebbe una utilizzazione solo interna all'associazione – alla stessa è stata data una diffusione tale da essere stata inviata persino ad avvocati che non sono iscritti alla suddetta associazione.

Poichè non vi è dubbio che la specializzazione forense sia un serio strumento atto a garantire ai cittadini la migliore difesa possibile, l'AIAF da tempo si batte affinchè la specializzazione sia riconosciuta normativamente, ed ora che il dibattito legislativo ed il Consiglio Nazionale Forense si stanno interessando alla regolamentazione di questa materia appare rilevante che le associazioni specialistiche abbiano redatto e proposto ai parlamentari una proposta di legge sulla riforma dell'ordinamento forense nella quale si prevede che possano fregiarsi del termine di specialisti quanti abbiano frequentato una Scuola di Alta Formazione di durata non inferiore a due anni per un totale di almeno 200 ore di formazione complessive e che all'esito della frequenza abbiano superato un esame di specializzazione. Appare quindi particolarmente grave tale iniziativa nel momento in cui si deve pretendere proprio dagli avvocati il massimo rigore in tal senso.

Queste sono quindi le ragioni che hanno determinato l'AIAF a chiedere il rispetto delle norme, non certo la volontà di contrapporsi all'Associazione che ha posto in essere questa iniziativa con la quale storicamente non vi sono rapporti proprio per le profonde differenze tre le due associazioni.

Il Presidente AIAF
Avv. Marina Marino