28 Dicembre 2018 Legislazione e giurisprudenza

VIOLENZA DOMESTICA

VIOLENZA DOMESTICA

La Corte Costituzionale con la sentenza n. 236/2018 ha dichiarato illegittima la norma che attribuisce al giudice di pace la competenza sul reato, tentato o consumato, di lesioni volontarie lievissime in danno del figlio “ naturale”  .
Nel 2013, con il dl n. 93 convertito nella legge n. 119, il legislatore ha voluto elevare il livello di repressione della violenza domestica prevedendo una serie di misure, compresa quella di trasferire il reato di lesioni lievissime  dalla competenza del giudice di pace a quella del Tribunale, rendendo così possibile l’adozione di un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare, interdetta al giudice di pace essendo una misura cautelare personale. Ciononostante ed inspiegabilmente, però, il reato di lesioni lievissime contro il figlio  è rimasto escluso dalla competenza del giudice ordinario. Il che ha creato un regime di tutela per il figlio “ naturale”  difforme rispetto a quello previsto per il figlio adottivo.
La Corte Costituzionale ha pertanto stabilito che sarà competenza del Tribunale ordinare  l’allontanamento dalla casa familiare anche di chi è indagato o imputato di lesioni volontarie lievissime nei confronti di figli naturali, di discendenti e ascendenti in generale, nonché del coniuge, anche separato o divorziato, dell’altra parte dell’unione civile, anche cessata, del convivente in modo stabile con cui ha un rapporto affettivo.
La Corte costituzionale ha ritenuto irragionevole oltre che lesivo del principio di uguaglianza, e quindi discriminatorio la difformità di tutela prima prevista. Secondo la Corte, infatti, anche per i figli naturali la competenza deve spettare al giudice monocratico, con tutte le conseguenze che questo mutamento di competenza comporta sul piano del regime sostanziale.
La competenza del giudice di pace sul reato di lesioni lievissime contro il figlio naturale, infatti, escludeva, in sé, la possibilità dell’allontanamento dalla casa familiare in via cautelare, poiché il giudice di pace non può disporre misure cautelari personali, neppure nei casi di urgenza. Con il passaggio della competenza al Tribunale, invece, l’allontanamento sarà possibile, così come diventerà più rigido il regime sostanziale penale, fatta salva la possibilità del giudice, in caso di tenuità del fatto, di applicare la corrispondente causa di non punibilità.