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Le Sezioni Unite scandiscono il ruolo dell’Avvocatura nella realizzazione dello stato di diritto e della giurisdizione

13 dicembre 2022

Presidenza AIAF ,

Interessante sentenza delle Sezioni Unite civili della Cassazione, che analizza il ruolo dell’Avvocatura nella realizzazione dello stato di diritto e della giurisdizione. Nella pronuncia n. 36057/2022, depositata lo scorso 9 dicembre, si pone l’accento su un ventaglio di requisiti implicito nel dialogo tra giudice e avvocato per la realizzazione della giustizia: lealtà, fiducia, collaborazione.

L’esercizio della giurisdizione, si legge nel provvedimento, non può avere luogo senza la reciproca e continua collaborazione tra avvocati e magistrati, che si deve fondare sul principio di lealtà; per cui, ove il professionista tradisca questa fiducia, potrà certamente essere chiamato a rispondere, in altra sede, del suo operato infedele.

Ma non si deve trarre dall'esistenza di possibili abusi, che pure talvolta si verificano, una regola di giudizio che abbia come presupposto una generale e immotivata sfiducia nell'operato della classe forense.

Nel provvedimento viene ribadita la centralità del diritto di difesa, riconosciuto dall'art. 24 Cost. e dall'art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Tale diritto, come più volte rammentato sia dalla Corte costituzionale che dalle Corti europee, per poter essere concretamente esercitato, impone che gli ostacoli di natura procedurale impeditivi al raggiungimento di una pronuncia di merito siano limitati ai casi più gravi, nei quali non è possibile assumere una decisione diversa.

Tutto ciò sulla base dell'indiscutibile affermazione secondo cui il processo deve tendere per sua natura ad una decisione di merito, perché risiede in questo l'essenza stessa del rendere giustizia.

Deve poi aggiungersi, precisano le Sezioni Unite, che l'art. 111, settimo comma, Cost., prevede che il ricorso per cassazione costituisca uno strumento «sempre ammesso» contro le sentenze e i provvedimenti sulla libertà personale; il che è in armonia con il ruolo di supremo giudice che la Carta fondamentale attribuisce a questa Corte.

Non bisogna dimenticare, si legge in sentenza, la centralità del ruolo che il difensore gioca, in favore del proprio cliente, per consentire che il diritto di difesa venga realmente esercitato.

Nel caso in esame il problema analizzato dalle Sezioni Unite riguardava il requisito della specialità della procura come condizione per la proposizione del ricorso per cassazione: esso è integrato, a prescindere dal contenuto, dalla sua collocazione topografica. Nel senso che la firma per autentica apposta dal difensore su foglio separato, ma materialmente congiunto all'atto, è in tutto equiparata alla procura redatta a margine o in calce allo stesso.