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Rassegna giurisprudenziale: Maltrattamenti contro familiari e conviventi – Ai fini dell’integrazione del reato non è richiesto che la condotta maltrattante sia tale da rendere la vittima succube dell'autore del reato.

30 gennaio 2023

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Rassegna giurisprudenziale: Maltrattamenti contro familiari e conviventi – Ai fini dell’integrazione del reato non è richiesto che la condotta maltrattante sia tale da rendere la vittima succube dell'autore del reato.


Maltrattamenti contro familiari e conviventi – Ai fini dell’integrazione del reato non è richiesto che la condotta maltrattante sia tale da rendere la vittima succube dell'autore del reato.

Il reato di cui  all'art. 572 c.p. , richiede, quale elemento costitutivo, una condotta oggettivamente idonea a ledere la persona nella sua integrità psico-fisica, consistente nella sottoposizione dei familiari ad una serie di atti di vessazione continui e tali da risultare concretamente idonei a cagionare sofferenze, privazioni, umiliazioni. A fronte dell'oggettiva ricorrenza di tali presupposti, il reato non è escluso per effetto della minore o maggior capacità di resistenza dimostrata dalla persona offesa, come pure non è richiesto che la condotta maltrattante sia tale da rendere la vittima succube dell'autore del reato.

Cass. pen. Sez. VI, Sent., (ud. 17/10/2022) 12-01-2023, n. 809 a cura della Redazione Wolters Kluwer in Quotidiano Giuridico – Leggi d’Italia, 23 Gennaio 2023