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Si dedica alla famiglia e comincia a lavorare a 35 anni: alla donna va riconosciuto un assegno divorzile più corposo

27 febbraio 2023

News Regionale - Sicilia ,

Assegno divorzile più sostanzioso nei confronti dell’ex moglie che si è dedicata soprattutto alla famiglia e per questa ragione ha cominciato a lavorare tardi, cioè superata la soglia dei 35 anni.

Lo ha puntualizzato la Corte di Cassazione, all’interno dell’ordinanza n. 5395/2023, depositata lo scorso 21 febbraio.

Non può essere trascurata la riconducibilità della modesta condizione economica della donna alla comune determinazione del suo ruolo e di quello dell’allora marito in famiglia. Rilevante, poi, il riferimento alla sua età, alla sua condizione di salute, alla sua mancanza di capacità professionali.

Secondo quanto si desume dal provvedimento, la scelta compiuta dalla donna ha agevolato il marito nella propria carriera ma le è costato un sacrificio rilevante, sia come capacità professionali che come possibilità di guadagni lavorativi.

I giudici di secondo grado avevano riconosciuto alla donna, nonostante l’opposizione dell’ex marito, 600 euro al mese come assegno divorzile.

Decisivo, secondo i giudici, il raffronto delle situazioni patrimoniale e reddituale dei due ex coniugi. In particolare, è ritenuto evidente lo squilibrio in favore dell’uomo, anche tenendo conto della impossibilità della ex moglie, da sempre dedita alla famiglia e priva di capacità professionali, di procurarsi redditi adeguati.

Anche la Cassazione ha confermato quanto stabilito precedentemente.

Per certificare la maggiore solidità economica dell’uomo, infine, i giudici di piazza Cavour sottolineano che l’ex marito, ex militare, ha percepito un indennizzo per un drammatico incidente subito in servizio ed è titolare di un trattamento economico determinato da una pensione mensile di 1.600 euro per tredici mensilità.