Ieri pomeriggio, su piattaforma Zoom, si è svolto un importante incontro formativo organizzato da AIAF Sicilia, dal titolo: “Che succede domani? Dialogo sulla entrata in vigore della riforma del diritto di famiglia”.
Dopo i saluti istituzionali da parte della Presidente di AIAF Sicilia, Avv. Gabriella Rossana Lomonaco, e del Presidente del COA Palermo, Avv. Dario Greco, la parola è passata ai relatori.
Sono intervenuti il Dott. Francesco Micela, Presidente della I sez. del Tribunale di Palermo, l’Avv. Alberto Figone, Vicepresidente AIAF Nazionale, l’Avv. Caterina Mirto, componente Giunta AIAF Nazionale, la Dott.ssa Amanda Pezzino, Funzionario giudiziario della I sez. del Tribunale di Palermo. A moderare l’incontro l’Avv. Marta Barresi, Consigliere COA Palermo.
Da oggi 1° marzo entreranno in vigore le nuove regole volute da Marta Cartabia, Ministra della Giustizia sotto il governo Draghi, che mirano (sulla carta) a velocizzare e semplificare le procedure processuali, anche in tema di separazione e divorzio.
L’intervento dell’Avv. Caterina Mirto si è focalizzato su una delle principali novità previste dalla riforma, quella relativa alla presentazione del piano genitoriale. Le parti che intendono separarsi dovranno rappresentare, al giudice, le abitudini di vita dei figli minori di età, le attività quotidiane sia scolastiche che sportive, come trascorrono il loro tempo libero, chi sono le persone che li accudiscono per i loro bisogni quotidiani, al fine di consentire al Giudice di decidere meglio sull' affidamento e sul diritto di visita. Dal punto di vista economico una importante novità è data dall’obbligatorio disvelamento dei redditi delle parti in causa, del patrimonio, delle partecipazioni societarie, anche attraverso il deposito dei movimenti bancari del triennio, sì da determinare al meglio le rispettive capacità reddituali.
L’omissione e/o le mendaci dichiarazioni saranno sanzionate dal Giudice del procedimento.
Il Dott. Francesco Micela, Presidente della I sez. del Tribunale di Palermo, ha illustrato i principali cambiamenti del processo di famiglia.
I tempi, infatti, si stringono in modo significativo. La legge prevede che entro 3 giorni dal deposito del ricorso venga fissata l’udienza, che non sarà oltre 90 giorni, con uno scambio di memorie fra una parte e l’altra. Il giudice, inoltre, potrà prendere immediati provvedimenti relativi ai minori, qualora dovesse riscontrare situazioni di pericolo.
Con le norme che entreranno in vigore, inoltre, sarà possibile fare in contemporanea domanda di separazione e divorzio, con un’ulteriore concentrazione dei tempi rispetto alla passata prassi.
La causa non dovrà più avere due fasi, presidenziale e istruttoria. L'udienza del giudice, come detto, dovrà tenersi entro 90 giorni e i figli minori saranno sempre ascoltati. Per sancire il divorzio occorrerà comunque il passaggio in giudicato della sentenza parziale di separazione e la cessazione ininterrotta della convivenza tra i coniugi. L’intervento si è concluso con un focus specifico sulla filosofia complessiva dell’approccio generale alla riforma.
La Dott.ssa Amanda Pezzino, Funzionario giudiziario della I sez. del Tribunale di Palermo, ha fornito alcune informazioni pratiche che, concretamente, serviranno per l’adeguamento alle nuove norme previste dalla riforma.
Infine, l’Avv. Alberto Figone, Vicepresidente AIAF Nazionale, si è concentrato sulle impugnazioni. Come è noto, infatti, la riforma ha previsto che le ordinanze istruttorie possano essere impugnate con reclamo in Corte di Appello; significativa novità riguarda il termine per proporre reclamo, che sarà di dieci giorni, dall’emissione del provvedimento o dalla comunicazione da parte della cancelleria. Il relatore si è soffermato, poi, sulla forma dell’atto di appello, che sarà sempre un ricorso e che dovrà contenere i motivi di impugnazione «in modo chiaro, sintetico e specifico», il capo della decisione di primo grado che viene impugnato, le censure proposte alla ricostruzione dei fatti compiuta dal giudice di primo grado, le violazioni di legge denunciate.
L’incontro è servito a puntualizzare alcuni aspetti della nuova normativa della riforma del nuovo processo di famiglia.
