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Donna vittima di tratta, sì al riconoscimento della protezione umanitaria

27 giugno 2023

News Regionale - Sicilia ,

Sussistono i presupposti della "persecuzione di genere" per la donna vittima di tratta, costretta a prostituirsi per eliminare il debito assunto per il viaggio intrapreso.

Lo ha precisato la Corte di Cassazione, all’interno dell’ordinanza n. 17448/2023.

Il provvedimento è stato depositato lo scorso 19 giugno.

La questione esaminata dalla Suprema Corte riguarda le vicende di una donna nigeriana che, fuggita dal proprio paese, era stata costretta a prostituirsi per saldare il debito contratto per il viaggio. Da qui la richiesta di asilo da parte della donna.

La Cassazione, nell'accogliere il ricorso, ha affermato che le vittime di tratta possono rientrare nel particolare gruppo sociale di cui alla lettera d) dell'art. 8 d.lgs. n. 251/2007, senza contare che la stessa Corte d'Appello, nel riconoscere i presupposti per la protezione umanitaria, parlava di "un'aperta aggressione della libertà e della dignità della donna”, con ciò ribadendo il fatto che quanto già subito e subendo dalla ricorrente non riguarderebbe la generalità dei suoi connazionali, ma coloro che sono donne (in particolare le più povere e fragili) e, per questa ragione, esposte al fenomeno della tratta finalizzato allo sfruttamento della prostituzione.

Secondo i giudici di piazza Cavour, dunque, si palesa una persecuzione di genere, atteso che il reclutamento forzato o ingannevole di donne e minori per fini di prostituzione forzata o sfruttamento sessuale è una forma di violenza legata al genere.