Sì all’assegno all’ex moglie che può contare su un reddito di 1.000 euro mensili ma deve sostenere alcune corpose spese fisse.
Lo ha sottolineato la Corte di Cassazione, all’interno dell’ordinanza n. 19295/2023. Il provvedimento è stato depositato lo scorso 7 luglio.
Respinta l’azione giudiziaria promossa dall’uomo per mettere in dubbio l’assegno riconosciuto in favore dell’ex moglie.
Impossibile, in estrema sintesi, negare alla donna un assegno di mantenimento di 200 euro mensili, una volta preso atto della palese discrepanza redditual-patrimoniale tra i due coniugi.
Secondo i giudici di piazza Cavour, vi è la necessità del riconoscimento dell’assegno, sia in funzione dell’apporto offerto dalla donna, nonostante la breve durata del matrimonio, al ménage familiare sia, essenzialmente, sotto il profilo assistenziale, in quanto necessario a garantirle una esistenza dignitosa.
Per quanto concerne poi, la pretesa autosufficienza economica della donna, i giudici sottolineano lo scarto tra i redditi dell’uomo e della donna e, in particolare, pongono in rilievo la circostanza che il reddito goduto dalla donna, aggirante sui 1.000 mensili, è in buona parte assorbito da spese di misura rilevante.
