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Comunione legale, in mancanza di prova contraria il patrimonio personale del coniuge confluisce all’interno

28 luglio 2023

News Regionale - Sicilia ,

Attraverso un recente provvedimento, la Suprema Corte è tornata ad effettuare alcuni rilievi in materia di comunione legale.

Tali precisazioni sono contenute nella sentenza n. 20066/2023, depositata il 13 luglio.

Risulta indispensabile, scrivono i giudici di piazza Cavour, che il coniuge titolare distingua preventivamente, nel patrimonio liquido, quanto denaro è stato prodotto da frutti dei beni propri e dai proventi conseguiti durante il matrimonio e quanto denaro, appartenendogli prima del matrimonio o provenendo da titoli elencati nell'art. 179, sia andato a determinare una sorta di patrimonio separato, suscettibile di trasformazione ai sensi della lett. f) dell'art. 179 c.c. o di prelievo ex art. 195 c.c.

Ai fini dell’esercizio del diritto di prelievo di cui all’art. 195 c.c., la prova del carattere personalissimo del denaro deve essere accompagnata da indicazioni (anche presunzioni) relative alla conservazione di quel denaro e al suo non impiego destinato ai bisogni della famiglia.

A ben vedere, puntualizza la Suprema Corte, in mancanza deve presumersi che il denaro che residua sia considerato comune.

Il Tribunale territorialmente competente aveva pronunciato sentenza di divisione della comunione formatasi tra due coniugi nel corso di venti anni di matrimonio, quando essi avevano optato per il regime di separazione dei beni. In particolare, mediante il provvedimento, il Tribunale adito aveva statuito sulle relative assegnazioni e aveva determinato le restituzioni ed i conguagli, condannando il marito convenuto a pagare alla moglie a tale titolo una certa somma di denaro, oltre interessi al tasso legale, dalla data della domanda, oltre a doverle restituire alcuni gioielli dalla stessa rivendicati come propri per averli ricevuti in dono.