L'abitualità dei maltrattamenti può essere ravvisata anche a fronte di condotte ripetute in un limitato contesto temporale, fermo restando che, in tal caso, è necessario che le condotte vessatorie siano state poste in essere in maniera continuativa o con cadenza ravvicinata.
La sottolineatura porta la firma della Corte di Cassazione e viene espressa all’interno della sentenza 31391/2023.
Il provvedimento, emanato dalla terza sezione penale, è stato depositato lo scorso 19 luglio.
Nella vicenda esaminata dal Collegio di piazza Cavour, l'imputato era stato assolto dall'accusa di maltrattamenti posti in essere in danno della convivente, per difetto del requisito dell'abitualità, ma era stato condannato per le condotte maltrattanti poste in essere, direttamente e nella forma della c.d. violenza assistita, in danno dei figli minori.
