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Per fissare l’assegno ai figli obbligatorio comparare redditi e patrimoni degli ex

14 settembre 2023

News Regionale - Sicilia ,

Anche se i genitori si separano, i figli minorenni hanno il diritto di conservare tendenzialmente il tenore di vita che avevano quando la famiglia era unita.

È questo il criterio che guida la determinazione del contributo per le spese dei figli a carico del genitore con cui non saranno più conviventi. Il giudice chiamato a quantificare l’importo, poi, deve comparare in modo esplicito le condizioni economiche e patrimoniali dei genitori. Lo ha puntualizzato la Cassazione, all’interno dell’ordinanza n. 17903/2023, nella quale viene inoltre precisato il confine delle spese che i genitori devono sostenere per i figli.

La determinazione, in modo corretto ed equilibrato, dell’onere ordinario del contributo per i figli non esaurisce il novero dei costi a carico del genitore non convivente. Quest’ultimo è, invero, anche chiamato a contribuire alle spese straordinarie, che possono derivare da scelte fatte dal genitore collocatario, quello che vive quotidianamente con i figli, non concordate preventivamente.

Referente normativo in tale contesto è l’articolo 337-ter del Codice civile, che prevede una comune decisione solo in riferimento alle decisioni di maggior interesse.

Fuori da questi casi, invece, il genitore non convivente è tenuto a versare il proprio contributo anche se non ha condiviso la scelta, con la sola esclusione di quei casi nei quali abbia manifestato il suo dissenso fondandolo su motivazioni concrete e oggettive.

Spetta poi al giudice valutare la corrispondenza delle spese straordinarie all’interesse dei minori, commisurandone l’entità rispetto alla loro utilità e alla sostenibilità da parte dei genitori.