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La Cassazione dice sì al cumulo delle domande di separazione consensuale e divorzio congiunto

18 ottobre 2023

Presidenza AIAF ,

Con un’importante e, inevitabilmente storica, ordinanza (la n. 28727/2023) la Cassazione ha stabilito che in tema di crisi familiare è ammissibile il ricorso dei coniugi proposto con domanda congiunta e cumulata di separazione e di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio. Secondo il Collegio di piazza Cavour, dunque, chi vuole separarsi e divorziare nello stesso tempo può farlo, senza aprire due procedimenti distinti. Chiaramente, evitando anche di pagare due volte l'avvocato e il contributo unificato.

A dare indicazione dirimente ai tribunali - alcuni dei quali dichiaravano inammissibile la domanda congiunta dei coniugi per quanto riguarda il divorzio - è stata proprio la Cassazione, con ventisette pagine di argomentazioni. 

La Suprema Corte, nel provvedimento sopra citato, ha ricostruito il dibattuto tema, già lungamente analizzato da dottrina e giurisprudenza. 

La vicenda in oggetto riguardava una coppia che si era separata chiedendo la regolamentazione dei rapporti patrimoniali e l'affido della figlia. Intanto erano decorsi sei mesi ed era maturato il termine per il divorzio.

Si tratta di una delle primissime applicazioni della riforma Cartabia, in vigore dallo scorso febbraio, destinata a semplificare la vita e le tempistiche di chi decide di interrompere il legame sentimentale e che certamente tende anche a proteggere i figli dal rischio di un doppio conflitto a distanza di poco tempo.

L'iter precedente prevedeva la firma di un accordo di separazione, un'attesa di sei mesi, trattare nuovamente con l'ex coniuge, il deposito di un successivo ricorso. Quindi si aspettava la sentenza. Quelli che erano eventuali accordi pattuiti in sede di separazione coinvolgenti anche aspetti del divorzio erano vietati.Oggi, invece, è possibile addivenire ad un unico accordo, sia di separazione sia di divorzio, trattare in unica sede tutte le rispettive richieste, sottoscrivendo un solo atto e depositandolo in Tribunale.

Il tutto determina un evidente risparmio di tempo, energie e denaro che indubbiamente va a vantaggio dei cittadini e delle parti stesse.