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Codice rosso, lo sfregio permanente al volto è un reato che si configura pure tra donne

4 marzo 2024

News Regionale - Sicilia ,

Il reato di deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso (art. 583-quinquies c.p.), pur muovendo dall'intento legislativo di predisporre una più ampia tutela per le vittime di "violenza domestica o di genere", non ha inteso limitarle solo a tali soggetti, tanto che, per la lesione comportante uno sfregio permanente al viso, consapevolmente ha introdotto una nuova norma di tutela, per tale gravissima lesione, per chiunque ne fosse rimasto vittima.

Lo ha sancito la Corte di Cassazione all’interno della recente sentenza n. 7728/2024. Il provvedimento della quinta sezione penale è stato depositato lo scorso 22 febbraio. La precisazione è di fondamentale importanza, in quanto la legge introduttiva del nuovo reato porta nell’intestazione lo specifico riferimento alla violenza di genere e domestica e venne approvata nell’ambito di un’eco nazionale di ripetuti femminicidi.

In tema di lesioni gravissime, integra lo sfregio permanente qualsiasi nocumento che, senza determinare la più grave conseguenza della deformazione, importi un turbamento irreversibile dell'armonia e dell'euritmia delle linee del viso, con effetto sgradevole o d'ilarità, anche se non di ripugnanza, secondo un osservatore comune, di gusto normale e di media sensibilità.

In applicazione del principio, la Suprema Corte ha ritenuto corretta la sentenza impugnata che ha ravvisato il reato in questione, avendo il morso causato alla vittima il distacco di parte del padiglione auricolare.

In definitiva, sciolto il dubbio sussistente in precedenza grazie all’intervento nomofilattico della Cassazione, che poteva sorgere di fronte all’imputazione per il nuovo reato previsto dall’articolo 583 quinquies del Codice penale.