In materia di adozione, deve ritenersi pienamente conforme al diritto la sentenza che, con ampiezza di argomenti puntualmente correlati alle emergenze istruttorie di fatto, opportunamente ricostruite nel loro concreto manifestarsi alla luce di molteplici approfondimenti istruttori, abbia delineato con cura il quadro di degrado e di abbandono in cui viveva il minore, distinguendo la posizione e le responsabilità dei genitori.
Lo ha statuito la Corte di Cassazione, con ordinanza n. 6998/2024.
Il provvedimento della prima sezione civile è stato depositato lo scorso 15 marzo.
Con riferimento al padre, non più convivente da tempo con il bambino, già al momento dell'avvio della procedura, a seguito dell'interruzione della relazione sentimentale con la madre, è stata evidenziata dai giudici di piazza Cavour l'assenza di autonomia e progettualità personale, considerata la convivenza con gli anziani genitori da cui dipende economicamente, e l'assenza di capacità tutelanti, in ragione dello stato di incuria in cui il minore versava al momento dell'ingresso in comunità.
Inoltre, il minore non aveva menzionato i nonni come figure di riferimento e non aveva mai esternato il proprio desiderio a stare con loro, nemmeno dopo avere appreso della probabile dichiarazione di adottabilità.
