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Rifiuto di lavorare del figlio e mantenimento, le ultime dalla Cassazione

23 aprile 2024

News Regionale - Sicilia ,

Laddove venga provata la negligenza negli studi e nel reperimento di un lavoro, il mancato conseguimento di autonomia economica non può giustificarsi e comporta la perdita del diritto al mantenimento da parte dei genitori.

Lo afferma la Corte di Cassazione, nell’ordinanza n. 9609/2024. Il provvedimento della prima sezione civile risale allo scorso 10 aprile.

La motivazione di un provvedimento, precisano i giudici di piazza Cavour, non raggiunge lo standard del c.d. minimo costituzionale se il giudice contrappone all’accertamento concreto di circostanze specifiche (in questo caso il rifiuto di lavorare da parte del giovane) una considerazione di carattere generale ed astratta di per sé non idonea a contrastare la presunzione di colpevole inerzia da parte del giovane ancora vicino alla minore età.

Alla luce di questa argomentazione, la Suprema Corte ha cassato, perché contraddittoriamente motivato, il decreto con il quale la Corte d’Appello di Brescia aveva confermato l’assegno di mantenimento, pur riducendolo nell’importo, in favore del figlio maggiorenne di cui era stata provata la negligenza negli studi e nel reperimento di un lavoro.