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Il Ddl cybersicurezza è legge: il via libera anche dal Senato

21 giugno 2024

Presidenza AIAF ,

Con 80 voti favorevoli, 3 contrari e 57 astensioni l’aula del Senato ha approvato il 19 giugno il Disegno di legge di iniziativa governativa per il rafforzamento della cybersicurezza nazionale.

Dopo l’ok della Camera, giunto un mese fa, il testo diventa adesso legge.

Tra le misure introdotte c’è in primo luogo l’inasprimento delle pene per i reati informatici e l’obbligo per le amministrazioni di segnalare gli attacchi entro 24 ore e di avere un responsabile della cybersicurezza.

L’obiettivo principale è quello di aumentare la soglia di sicurezza informatica per difendersi dagli attacchi cybernetici e introdurre sanzioni più pesanti per i reati commessi in rete.

È stato introdotto, nello specifico, il reato di truffa online con la previsione da un lato di aggravanti per chi commette reati facendo uso di siti internet e piattaforme informatiche; dall’altro, con riguardo al sistema sanzionatorio, della confisca obbligatoria degli strumenti informatici, da cui trarre i proventi per risarcire le vittime di tali reati.

Viene allargato, altresì, il novero dei soggetti tenuti a rafforzare le proprie difese ed è stata delineata una procedura di allarme e di collaborazione con Acn, l’Agenzia per la cyber sicurezza, per gli interventi riparatori.

Il provvedimento contiene 24 articoli e introduce anche l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di segnalare all’Agenzia per la cybersicurezza gli attacchi informatici entro 24 ore e di nominare un referente per la sicurezza.

Sono stati previsti aumenti di pena per reati come l’accesso abusivo a un sistema informatico (se commesso da un pubblico ufficiale la reclusione va da due a dieci anni); il danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (reclusione da due a sei anni e, se aggravata, da tre a otto anni).

Nell’art. 629 del codice penale è stata aggiunta una nuova previsione con la disciplina in tema di estorsione realizzata attraverso la “consumazione di reati informatici”.

L’articolo 10 del Ddl, inoltre, ha inteso valorizzare l’utilizzo della crittografia quale strumento di difesa cibernetica e ha istituito il Centro nazionale di crittografia presso l’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale.

Il Ddl ha esteso, inoltre, la disciplina delle intercettazioni previste per i fatti di criminalità organizzata ai reati informatici rimessi al coordinamento del procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo e con l’articolo 21 del testo ha provveduto a modificare il procedimento di applicazione delle speciali misure di protezione per i testimoni di giustizia e per gli altri “protetti”, prevedendo che la Commissione centrale debba chiedere il parere al procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo sulla proposta di ammissione alle speciali misure.

E’ stato, altresì, previsto il ricorso alle intercettazioni ambientali nel domicilio, o in altro luogo di dimora privata, anche se non esiste motivo di ritenere che vi si stia svolgendo attività criminosa: la durata è di 40 giorni, prorogabile per ulteriori 20 giorni.