La delibazione trova ostacolo nella contrarietà al principio di ordine pubblico di tutela della buona fede e dell'affidamento incolpevole del coniuge ignaro.
Lo ha rammentato la Cassazione, nella ordinanza n. 23311/2024. Il provvedimento della prima sezione civile è stato depositato lo scorso 29 agosto. Non può essere, ribadiscono i giudici di piazza Cavour, delibata la sentenza ecclesiastica che accerti l'esclusione di alcuno dei bona matrimonii da parte di uno dei coniugi, qualora tale volontà sia rimasta a livello di riserva mentale e risulti la mancanza del consenso o, quanto meno, la presa d'atto dell'altro coniuge.
Nella vicenda al vaglio della Suprema Corte, la Corte d'Appello ha tenuto conto dell'accertamento contenuto nella sentenza ecclesiastica, in ordine alla mancata conoscenza da parte della moglie della volontà del marito di non avere figli.
